Il Po sta cambiando volto: le immagini dal Delta che preoccupano gli esperti

Autore:
Erika Fameli
  • Autore
Tempo di lettura: 5 minuti

Po a rischio siccità: il cuneo salino è a 25 km dalla foce, ma quella che sta investendo il fiume è una crisi molto più complessa, che interessa l’intera Pianura Padana. Ecco cosa sta succedendo al Delta del Po, dove non arriva più acqua e dove si vedono granchi blu spiaggiati sul letto in secca del fiume.

Guarda il video


Siccità, Fiume
Photo by pen_ash – Pixabay

Il territorio veneto dell’Alto Polesine, noto come parte della Riserva della Biosfera Mab UNESCO Po Grande, sta vivendo un momento di estrema delicatezza: al Delta non arriva più acqua. Secondo Legambiente, la causa risiede nel caldo estremo che si sta abbattendo sull’Italia e sull’Europa:

E’ saltato il regime idrologico di piogge e disgelo dei ghiacciai che lo alimentava come un tempo, mentre un modello agricolo sempre più bisognoso di acqua ha fatto il resto.

L’associazione lancia un appello al governo e presenta 8 proposte per ripensare la gestione del bacino del Po e della risorsa idrica non solo nei momenti di emergenza, ma in modo stabile.

Po a rischio siccità

Fiume, Po
Photo by mdall_olio0 – Pixabay

L’ingegner Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, che misura ogni giorno i livelli del fiume, ne studia l’evoluzione e cerca di anticiparne il futuro, spiega:

In questa situazione oggi ogni minima variazione è importante per capire lo stato di salute del fiume che sta risentendo dello scioglimento anticipato della neve a causa delle temperature elevate durante la primavera. I ghiacciai funzionano come un serbatoio naturale, ma che quest’anno si è esaurito troppo presto. Così, quando è arrivata l’estate, l’acqua era quasi esaurita, facendo diminuire la portata del Po rapidamente. Oggi siamo sotto al livello minimo e più si avvicina alla foce e più si aggrava.

Il timore maggiore consiste nel tornare alla grande siccità del 2022, la più grave in oltre due secoli nel bacino del Po, che ha portato conseguenze negative persino nella distribuzione dell’acqua potabile. La situazione di criticità, inoltre, riguarda l’intera Pianura Padana, un territorio unico sia dal punto di vista ambientale che climatico, economico e sociale. Si tratta di un hot spot del cambiamento climatico, dove gli effetti delle temperature in aumento sono più evidenti rispetto al resto d’Italia, nonchè uno dei più fragili d’Europa: tutti gli indicatori climatici e ambientali sono in rosso.

Biodiversità ed ecosistemi a rischio

Fiume, Po
Photo by alberto68a – Pixabay

Il delta del Po è un tesoro di biodiversità, ricchissimo sotto tantissimi punti di vista:

  • la presenza di uccelli migratori,
  • itinerari per escursioni in bici e a piedi,
  • campi coltivati,
  • risaie e lagune.

Delpiano spiega che questi mille volti del Po rappresentano la sua forza e la sua debolezza, in quanto si considera sempre il fiume dal punto di vista di chi lo utilizza:

C’è chi lo vede come strumento per avere l’acqua e coltivare la terra, chi per la pesca, c’è chi lo considera un patrimonio naturale per il suo habitat, chi una barriera per fronteggiare l’Adriatico e chi ne ha paura per le alluvioni, chi lo studia. Il rischio è proprio vederlo solo come una risorsa in modo settoriale, ma il fiume non è un oggetto, è un organismo complesso. Una risorsa per l’ecologia, la biodiversità e la sicurezza e deve funzionare nella sua complessità.

Una soluzione univoca per salvare il Po dalla siccità, quindi, non c’è, ma servono progetti a lungo termine. E’ necessario stabilire un piano sul dissesto geologico, la gestione del rischio alluvioni, la gestione dell’acqua e il bilancio idrico che guardi oltre l’esigenza momentanea e guardi a 30 anni di distanza: il clima cambia in fretta e bisogna farsi trovare pronti.

Il Po sta cambiando volto: foto e immagini