Allarme siccità in Italia: Legambiente svela la classifica delle regione più aride
Il fenomeno della siccità sta diventando sempre più allarmante in Italia e in Europa. Specialmente nel nostro Paese, negli ultimi anni, i dati provenienti dalle regioni hanno evidenziato anomalie critiche. La riduzione delle precipitazioni ha provocato gravi ripercussioni sull’agricoltura e di conseguenza anche sull’economia. Quali sono gli interventi da parte del Governo?

La recente giornata mondiale dell’ambiente è stata dedicata al ripristino del territorio, desertificazione e resilienza alla siccità. Allarmanti i dati di Legambiente i quali hanno sottolineato che il paese è sempre più in emergenza. In modo particolare sono stati portati all’attenzione gli ultimi quattro anni, dove sono stati registrati 81 danni dovuti alla siccità prolungata.
Nello specifico sono state evidenziate sei regioni maggiormente colpite: la Lombardia detiene il triste primato, segue il Piemonte, le due isole maggiori Sicilia e Sardegna, Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige. Inoltre, è emerso che il 2022 è stato l’anno di maggiore crisi che ha visto il centro nord piegato dal problema della siccità.
Allarme siccità, le regioni maggiormente colpite

Come si accennava precedentemente, il 2022 è stato un anno particolarmente nefasto per il clima e l’ambiente italiano. La siccità prolungata ha colpito il centro-nord e in Piemonte sono state registrate parti particolari anomalie. La percentuale delle precipitazioni medie è stata del 41% e la preoccupante situazione è durata fino ai primi mesi del 2023. Il triste rovescio della medaglia sono state le forti ondate di pioggia che hanno poi colpito il territorio provocando ingenti danni.
Il medesimo fenomeno si è registrato anche all’inizio del 2024. Cosa affermano i recenti studi? Secondo quanto appreso, i cambiamenti climatici stanno accelerando questo fenomeno di rapido passaggio da un estremo all’altro. Si alterna con estremo facilità la siccità all’alluvione. In tal senso, regioni come la Sicilia sono a rischio desertificazione e questo comporta gravi danni non solo per l’agricoltura, ma anche per l’economia dell’isola.
Quali le conseguenze della siccità?
Le conseguenze della siccità sono a dir poco allarmanti e la Commissione Europea si è espressa in maniera tassativa: occorre agire in maniera preventiva rispetto a quelli che sono i danni causati dalle alluvioni e dalle ondate di calore. Entrambi i fenomeni stanno portando alla perdita dei raccolti e alla malattia di questi ultimi. Proprio come un cane che si morde la coda, tutto ciò comporta una riduzione del PIL.
Verso che direzione si sta muovendo il governo? In Italia è stato varato dal governo Meloni il Piano Nazionale di Adattamento Climatico che prevede una riduzione del valore della produzione agricola di 12,5 miliardi di euro entro la fine del 2050 ed uno scenario con emissioni dimezzate dal 2050 al 2080. Intervenuto a tal proposito anche Legambiente che ha chiesto al governo Meloni di muoversi in maniera rapida e concreta.

Quali i propositi futuri?
Come si accennava precedentemente, Legambiente ha chiesto al governo Meloni di agire in maniera rapida e tra le diverse iniziative vi è l’implementazione di una strategia nazionale che vede la promozione di pratiche che possano ridurre la domanda di acqua e conseguentemente gli sprechi, specialmente nel settore agricolo. Significative anche le parole del presidente Stefano Ciafani il quale ha sottolineato quanto la Sicilia sia piegata dalla siccità e come le proteste dei contadini abbiano evidenziato che la crisi è tangibile.