Nuove tartarughe azzannatrici nel Lazio: perchè è un problema

Autore:
Erika Fameli
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Sono state avvistate nuove tartarughe azzannatrici nel Lazio: dopo le segnalazioni dei mesi scorsi attorno alla zona della Città Eterna, un nuovo allarme arriva da Ladispoli, dove si troverebbero altri esemplari. Chi se ne intende però, spiega come mai questi nuovi avvistamenti sono un problema.

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Tartarughe, Azzannatrici
Photo by Scottslm – Pixabay

Solitamente, quando in natura si avvistano specie nuove, e la popolazione animale cresce, non è una cosa negativa. Nel caso della tartaruga azzannatrice però, le cose sono un pò diverse. A spiegare come mai questa specie potrebbe rivelarsi pericolosa per l’equilibrio dell’ecosistema è il naturalista Nicola Bressi, che commenta il caso di questi giorni.

A Ladispoli, infatti, sono stati ritrovati alcuni esemplari di testuggine azzannatrice, che si vanno ad aggiungere a quelli già segnalati nei mesi scorsi nei pressi di Roma. Continua l’invasione della specie nel Lazio, e mette a rischio delicati equilibri ecologici.

Nuove tartarughe azzannatrici nel Lazio

Tartarughe, Azzannatrici
Photo by terski – Pixabay

Pochi giorni fa alcuni passanti hanno segnalato la presenza di alcune testuggini azzannatrici. La loro presenza non è una novità in questa zona, ma è bene sapere che non si tratta di una specie amichevole, e che è bene tenersi alla larga quando capita di imbattersi in un esemplare. Come spiega il maggiore Matteo Brovelli, comandante della Sezione Operativa Centrale Carabinieri Cites:

E’ importante evitare di toccarla o di spostarla impropriamente, perchè il collo dell’animale riesce ad allungarsi facilmente per mordere.

A preoccupare gli esperti però, non è solamente la salute dell’uomo, ma anche quella dell’animale, poichè in passato c’è stato un vero e proprio boom di vendite di contrabbando dell’animale. Proprio come spesso accade per i serpenti, infatti, c’è una moda che suggerisce di acquistare queste tartarughe, che però non tiene conto della pericolosità dell’animale né di quanto cresca nel tempo. Inoltre, bisogna aprire una parentesi che riguarda chi, quando si accorge di non saper gestire un animale di questo tipo, decide di riportarlo in natura (spesso senza cognizione di causa).

Attenzione ai rilasci in natura

Tartarughe, Azzannatrici
Photo by hhach – Pixabay

Il nodo principale della questione, a questo proposito, è il fenomeno dei rilasci in natura di animali cresciuti in cattività, che riemerge proprio in seguito agli avvistamenti di Ladispoli. A spiegare i rischi di questa pratica è Nicola Bressi, naturalista e zoologo del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste:

Non si possono rilasciare in libertà, in natura, animali domestici o provenienti dalla cattività e queste tartarughe non provengono direttamente dai loro habitat. Qualcuno, evidentemente, le deteneva in terrari o in laghetti privati: chi le libera, commette un illecito.

Il problema sta nel fatto che questi animali, una volta riportati in natura, nella maggior parte dei casi non riescono a sopravvivere, essendo abituati alla cattività. Se invece ci riescono, rischiano di causare notevoli squilibri ecologici. Le tartarughe azzannatrici sono animali che restano a lungo sui fondali, in apnea, ed emergono in superficie solo per azzannare e nutrirsi o difendersi. Un discorso simile si può fare anche per le testuggini dalle orecchie rosse americane, che non azzannano ma sono ormai diffusissime nei parchi pubblici di tutta Italia e la cui presenza rappresenta una minaccia serissima all’ecosistema e alla biodiversità:

Insomma, i rischi sono incalcolabili, e proprio per questo pericolosi e nocivi per l’habitat locale. Il consiglio è quello di avvisare le istituzioni in caso di avvistamento, e tenersi sempre ben alla larga.

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