Mutuo per la casa: la domanda è ancora in calo
L’impennata dei tassi di mutuo per la casa è stata la principale causa non solo dello stallo del mercato immobiliare, ma anche del crollo delle domande presso le banche. Nonostante le ultime riprese e i tenui segnali positivi, le cose non sembrano migliorare, e la Banca d’Italia descrive una situazione critica.

In periodo post-pandemia le banche hanno registrato un picco di domande di mutuo per la casa, e questo sicuramente grazie ai tassi particolarmente favorevoli, che in alcuni casi scendevano anche sotto l’1%. Quello è stato un periodo d’oro per le compravendite immobiliari, ma i problemi sono arrivati con qualche anno di ritardo.
Infatti, a partire dal 2022 più o meno, un mix di inflazione, incertezza e instabilità socio-politica hanno portato i tassi di mutuo a salire considerevolmente in un brevissimo arco di tempo. Questo ha portato come conseguenza diretta una diminuzione delle richieste di mutuo da parte delle famiglie italiane. Da inizio 2024 la BCE ha annunciato che i tassi si sarebbero abbassati, pur con moderazione, e questo aveva rappresentato un bagliore di speranza per l’intero mercato, ma ad oggi, stando alla descrizione della situazione da parte della Banca d’Italia, c’è poco da festeggiare.
Mutuo per la casa: un periodo difficile

La Banca Centrale Europea lo scorso 6 giugno aveva annunciato un taglio dei tassi di mutuo, ma dalla riunione del 18 luglio non sono emerse modifiche. Questo, unito alla pubblicazione della Banca d’Italia, non fa per niente ben sperare riguardo una possibile ripresa. Infatti, con il documento Economie Regionali, la Banca d’Italia racconta una situazione critica: le domande dei mutui per la casa sono in costante calo, e se la seconda metà del 2023 era stata negativa, la prima metà del 2024 non sembra essere affatto migliore.
A far soffrire maggiormente le famiglie sono i tassi di interesse, ovviamente. Da parte delle banche però, va detto, c’è anche una maggiore rigidità, dovuta principalmente all’aumento della percezione del rischio da parte delle banche e all’aumento dei costi della pratica. Questo vuol dire che le banche sono diventate molto più selettive nella concessione dei mutui e che, quindi, sempre meno persone hanno i requisiti adatti per richiedere un mutuo.
Domanda in calo, i dati della Banca d’Italia

Questa situazione emerge quanto mai critica nel report della Banca d’Italia, che da un lato spiega che le banche attendono un ulteriore calo delle domande di mutuo per la casa, e dall’altro afferma che i criteri di rilascio dei mutui non subiranno alcun mutamento. Questa fotografia rappresenta l’Italia intera, da Nord a Sud, senza particolari differenze regionali. Un altro dato interessante che emerge dal documento è il rapporto tra il finanziamento e il valore dell’immobile da acquistare, che ad oggi è inferiore al 70%.
Parallelamente però, la durata dei mutui continua a salire, arrivando ad una media di 25 anni. Questo si può spiegare facilmente con la necessità di avere una rata più bassa mensilmente, anche se per più tempo. Se allungare la durata del mutuo sia effettivamente conveniente oppure no, sarà solo il tempo a dirlo. Inoltre, da menzionare sono anche le caratteristiche accessorie dei mutui di nuova erogazione:
- estensione della durata dell’ammortamento;
- sospensione temporanea delle rate;
- polizze assicurative aggiuntive.
Infine attualmente, nonostante il lieve calo dei tassi di interesse, i prezzi degli immobili in vendita aumenta, e anche questo contribuisce alla contrazione sia del mercato immobiliare che delle domande di mutuo alle banche.