Milano: -10% di compravendite di case
Nella città di Milano si è registrato un preoccupante -10% di compravendite di case nel primo semestre del 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023. Le cause di questo calo drastico sono diverse, ma pesano moltissimo gli stalli dei cantieri e la mancanza delle nuove costruzioni.

Il mercato immobiliare di Milano è senza ombra di dubbio il più florido sul panorama italiano. Qui convergono alti capitali, ottime fonti di investimento, un’elevata domanda e condizioni favorevoli alle compravendite di immobili residenziali di un certo valore. Non è tutto oro quello che luccica però, perchè se è vero che a Milano si vendono ancora molte case, e che si vendono a prezzi alti, è altrettanto vero che in 12 mesi la percentuale di compravendite residenziali è calata del 10%.
Infatti, stando ai dati dell’Agenzia delle Entrate, rispetto al I semestre del 2023, quello del 2024 è andata parecchio in discesa. A pesare sono diversi fattori, tra cui una grossa fetta riguarda i cantieri in stallo a causa della situazione giudiziaria e delle inchieste aperte. Questo fa sì che non si immettano sul mercato nuove abitazioni, e che l’offerta rimanga troppo contratta rispetto alla domanda, che invece continua a crescere.
-10% di compravendite di case

Il Senior Research Analyst dell’Uffico Studi di Gabetti Diego Vitello, parlando di Milano, spiega che:
“Le compravendite di abitazioni sono cresciute anno dopo anno dal 2013 al 2022, a eccezione della pausa Covid del 2020, passando dalle 15.000 compravendite del 2023 alle 28.600 circa del 2022, un balzo di quasi il 90%. Anche i prezzi medi hanno visto una crescita del 40%. Tale crescita ha però fatto emergere una questione di affordability della casa e la famiglia media ripiega spesso sull’acquisto di un’abitazione fuori Milano”.
Questi numeri altissimi si ridimensionano fortemente nel primo semestre del 2024, che a Milano ha registrato appena 11.229 transazioni residenziali. Rispetto allo stesso periodo del 2023, sono il 10% in meno, e come dice anche Vitello, le ragioni sono diverse:
- uno stock immobiliare insufficiente per la domanda;
- scarsità di nuove costruzioni;
- una domanda in costante crescita;
- prezzi al mq in aumento;
- tassi di mutuo ancora proibitivi.
Stando così le cose, un primo risultato che si ottiene è lo spostamento dei capitali fuori dalla città, ma anche un’insoddisfazione dei cittadini, soprattutto dal punto di vista delle nuove abitazioni, che scarseggiano.
La questione dei cantieri

Tra tutte le cause sopra elencate, sul mercato immobiliare milanese pesano moltissimo i cantieri fermi. Come sottolinea anche Diego Vitello, Senior Research Analyst dell’Ufficio Studi di Gabetti:
“Il mercato dell’usato non riesce a rispondere alla sempre più crescente domanda che proviene da studenti, lavoratori, turisti, famiglie, investitori. Ancora meno riescono a farlo le nuove costruzioni – nel 2023 sono state pari a meno del 10% del totale immobili sul mercato – e, viste le attuali vicende giudiziarie, potrebbero essere ancora meno nel prossimo biennio”.
Non si prospetta quindi un futuro dorato per il capoluogo meneghino, che fa da aprifila per il resto dello Stivale. Infatti, non è una prerogativa di Milano il calo delle compravendite, poichè in tutta Italia nel 2024 si comprano meno case. Se può esserci un lato positivo di tutto questo però, come anticipato prima, lo si può trovare nella crescita del mercato immobiliare dei piccoli comuni, che rappresentano per molti l’alternativa economica alle città più grandi.