Crescita del mercato immobiliare nei piccoli comuni: nuovo trend

Autore:
Erika Fameli
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Moltissime persone hanno deciso di comprare casa in un piccolo comune rispetto alle grandi città, e questo nuovo trend immobiliare si riflette sulle compravendite. Nel secondo trimestre del 2024, si è registrato un +1,6% rispetto allo stesso periodo del 2023, a fronte dello +0,2% dei capoluoghi.

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Comprare casa in città è diventato sempre più difficile, e le motivazioni sono diverse. Spaziano dai prezzi troppo alti delle città alla necessità di disconnessione e di tranquillità, e fanno sì che le compravendite nei piccoli comuni siano in costante crescita, e superino di molto (a livello percentuale), quelle dei capoluoghi e delle città più importanti. Lo dicono i dati dell’Agenzia delle Entrate che si riferiscono al secondo trimestre del 2024.

Infatti, nei mesi di aprile-maggio-giugno, il mercato immobiliare ha registrato una ripresa del +1,2% rispetto allo stesso periodo del 2023, e a trainare la risalita delle compravendite sono stati proprio i comuni più piccoli. Qui, la percentuale in aumento è stata dell’1,6%, mentre i capoluoghi hanno registrato un timido +0,2%. Questo è lo specchio di una società che sta cambiando, sia nelle idee che per cause di forza maggiore.

Comprare casa in un piccolo comune

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Il mercato immobiliare italiano sta vivendo un momento molto particolare, in cui a influenzare le compravendite sono fattori sia interni al mercato stesso, che esterni. Questo vuol dire che oltre alle congiunture economiche, sono anche altre le motivazioni che spingono sempre più persone a dirigersi fuori città per acquistare la loro prima casa. Principalmente, riguardano:

  • l’aumento dei prezzi delle case in vendita nelle grandi città;
  • la diminuzione degli immobili disponibili in città;
  • i tassi di interesse che impediscono di accedere a mutui troppo alti;
  • la voglia di allontanarsi dalla frenesia cittadina;
  • la ricerca di un ambiente domestico più tranquillo;
  • gli effetti dei tagli della BCE.

Tutti questi fattori, insieme, hanno comportato un cambiamento radicale nel modo in cui gli italiani si approcciano alle compravendite immobiliari. Il risultato è un mercato in timida ripresa, che però mostra segnali di cambiamento: non si preferisce, o non si può più scegliere, la grande città, ma si guarda anche al di fuori, e i piccoli comuni sono spesso la soluzione migliore.

Gli effetti dei tagli della BCE

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L’aumento delle compravendite è anche un effetto diretto dei tagli della BCE. Infatti, con l’inflazione che è quasi del tutto entro il 2% e la discesa lenta ma costante dei tassi di interesse, le persone riescono ad accedere ai mutui, e il mercato immobiliare inizia a riprendersi. A giugno i tassi sono passati dal 4,50% al 4,25%, mentre con l’ultima riunione del 12 settembre, si è passati dal 4,25% al 3,65%. Questo vuol dire che, auspicabilmente, nei prossimi mesi assisteremo ad una ulteriore ripresa.

Inoltre, l’abbassamento dei tassi di interesse provocherà una discesa anche delle rate di mutuo, che caleranno di circa 60 euro al mese, alleggerendo la pressione sulle famiglie italiane. Si tratta di piccoli miglioramenti, che però ci sono. Attualmente la domanda di mutuo per comprare casa è ancora in calo, ma con i nuovi tagli la situazione potrebbe cambiare, anche se molto lentamente. Non resta che vedere quali saranno gli effetti delle azioni della BCE sul mercato immobiliare italiano.

Comprare casa in un piccolo comune, nuovo trend immobiliare: foto e immagini