Lanciata la petizione per salvare il Tagliamento

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Le associazioni ambientaliste lanciano una petizione bilingue: “Lasciate che il Tagliamento scorra libero!”

Tagliamento,River,,Italy,–,May,26,,2024:,The,Tagliamento,River,
Photo by Simone Padovani – Shutterstock

Il re dei fiumi alpini, il Tagliamento, è in pericolo. Questo è ciò che dicono 815 studiosi ed esperti da 35 Paesi diversi. Per questa ragione, diverse associazioni ambientaliste si sono unite per lanciare una petizione intitolata: “Lasciate che il Tagliamento scorra libero!” 

La petizione, lanciata da Legambiente, Lipu, WWF e Foce del Tagliamento, mira ad aumentare il sostegno non soltanto nel nostro Paese, ma anche nei Paesi limitrofi, come Austria e Germania. Per questo motivo, la petizione è stata lanciata in due lingue diverse: italiano e inglese.

Il Tagliamento: un ecosistema unico da proteggere

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Photo by Simone Padovani – Shutterstock

Il Tagliamento è un fiume importantissimo con un ecosistema unico. Ma queste sue unicità sono ritrovate oramai soltanto nel medio corso, dove presenta ancora un ampio letto ghiaioso, canali intrecciati e isole fluviali. Inoltre, è presente un grande volume di acque sotterranee e una differenza di ambienti dal valore inestimabile.

La petizione sottolinea come possibili interventi strutturali futuri possano mettere a rischio l’ecosistema fluviale del Tagliamento, senza nemmeno essere utili in caso di alluvioni. Vari progetti, infatti, sono stati proposti per il tratto terminale del fiume proprio per cercare di gestire il rischio di alluvioni. Purtroppo, però, questi progetti minacciano il valore ambientale del Tagliamento. Tra i vari, ci sono stati i progetti per casse di espansione, una traversa nei pressi di Pinzano, un “ponte-traversa” tra Spilimbergo e Dignano e una cassa fuori alveo a Varmo.

Questi interventi comprometterebbero uno degli ecosistemi fluviali più rari dell’intera catena delle Alpi, interferendo nella dinamica naturale del fiume. E come se non bastasse, il rischio di alluvioni rimarrebbe pressoché invariato.

Bisogna valutare interventi basati sulla natura

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Photo by Simone Padovani – Shutterstock

La petizione invoca la necessità di valutare attentamente le alternative possibili per intervenire sul territorio, esplorando in primis la natura. Solo con un’analisi attenta degli impatti e dei benefici degli interventi potrebbe diminuire i rischi per l’ambiente e la popolazione. Per esempio, al posto di casse d’espansione, si potrebbe restituire spazio al fiume e far transitare una parte della portata di piena attraverso la costruzione di canali scolmatori.

Infine, la petizione avanza delle richieste ai decisori. Innanzitutto, si chiede la tutela delle caratteristiche naturali del Tagliamento per le generazioni presenti e future. In secondo luogo, è richiesta la valutazione di tutte le possibili alternative basate sulla natura in modo da gestire il rischio di alluvioni, soprattutto in vista dell’adattamento ai cambiamenti climatici. In seguito, si richiede un’attenzione ai dati scientifici presentati dalle università e dagli enti di ricerca europei. In ultimo, c’è bisogno di una maggiore partecipazione pubblica nelle decisioni sulla pianificazione e sulla gestione del Tagliamento.

E’ possibile far riconoscere al fiume Tagliamento dei diritti, come già successo con il fiume Machángara in Ecuador nel recente luglio.

Lanciata la petizione per salvare il Tagliamento: foto e immagini