Ecuador: il fiume che non può essere inquinato

Autore:
Francesca Naima Bartocci
  • Laurea in Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
Tempo di lettura: 4 minuti

Una sentenza storica arriva dall’Ecuador: si tratta del primo fiume a cui sono stati riconosciuti dei diritti.

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Photo by Marxcine, Pixabay

Anche la natura ha dei diritti, o dovrebbe averli. In un mondo sempre più inquinato in cui per troppo tempo la specie umana ha sfruttato, inquinato e danneggiato l’ambiente e altre specie viventi, è fondamentale tornare a connettersi con la natura, dandole modo di esprimersi liberamente e non deviandola in modi rischiosamente permanenti.

Per quanto lunga ancora sia la strada, negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti e si apprendono novità che fanno ben sperare, esempi di un atteggiamento per troppo tempo dannoso e che forse, pian piano, sta cambiando.

Ed ecco come la recente notizia che giunge dall’Ecuador rappresenti una decisione storica, che dà dignità a elementi naturali essenziali per la vita di tutti di esistere e preservarsi, difendendoli dalla “bestia umana”.

Un fiume impossibile da inquinare, per legge

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Photo by Hbieser, Pixabay

Domenica 7 luglio 2024 una sentenza storica ha segnato la storia dell’Ecuador, Paese già avanti dal punto di vista del rispetto ambientale.

La sentenza riguarda il fiume Machángara e i suoi diritti. Il fiume, che attraversa la capitale Quito, è purtroppo vittima di ingente inquinamento, fatto che viola i diritti del fiume stesso.

Sì, perché il tribunale ecuadoriano ha stabilito come l’inquinamento stia violando i diritti del Machángara, precisi diritti sanciti dalla Costituzione del Paese.

Quindi, ha detto il tribunale, inquinare il Machángara vuol dire violare questi diritti, in una sentenza definita dai più come “storica”:

È storica perché il fiume attraversa Quito e, a causa della sua influenza, la gente vive molto vicino ad esso.

Sono le parole di Darío Iza, parte di Kitu Kara (il gruppo di attivisti che ha presentato la denuncia a nome del fiume).

Non solo, ma il tribunale ha anche stabilito che il governo dovrà presentare un piano per ripulire il Machángara, così da abbassare i correnti livelli di inquinamento.

Basti pensare che ora come ora, il Machángara non è diverso da una vera e propria discarica: per troppo tempo le acque reflue sono state scaricate nel fiume senza che vi fossero azioni depurative. Così, il livello medio di ossigeno è ora circa al 2 per cento; ciò significa che qualsiasi essere vivente viva nel fiume è ora a rischio.

Fortunatamente, gli attivisti hanno potuto contare sulla “rivoluzionaria” costituzione dell’Ecuador per, letteralmente, combattere legalmente per conto del fiume.

Ecuador: una Costituzione amica dell’ambiente

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Se la recente sentenza è stata pronunciata, merito anche della “rivoluzionaria” (dal punto di vista ambientale) Costituzione ecuadoriana, in vigore dal 2008.

La Costituzione dell’Ecuador riconosce infatti agli elementi naturali dei veri e propri diritti, proprio come per i fiumi.

Non solo quindi viene riconosciuto il diritto degli esseri umani a vivere in un ambiente pulito e salubre (come nella maggior parte delle costituzioni di altri paesi), ma l’Ecuador riconosce veri e propri diritti alla natura stessa:

La natura ha diritto al rispetto integrale per la sua esistenza e per il mantenimento e la rigenerazione dei suoi cicli vitali, strutture, funzioni e processi evolutivi […] e il diritto a essere ripristinata.

Una sentenza storica che viene da un Paese in cui alla natura viene data l’importanza e la dignità che le spetterebbe ovunque ma che sembra fin troppo spesso essere dimenticata – per quanto vi siano luoghi che riescono a compiere piccoli passi avanti -.

Ecuador, il fiume che non può essere inquinato: foto e immagini