La spiaggia nera di Reynisfjara è sparita: addio ad un’icona

Autore:
Erika Fameli
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La spiaggia nera di Reynisfjara è sparita, e con lei si perde per sempre uno dei simboli dell’Islanda. La notizia, giunta in rete dopo il maltempo dei giorni scorsi, sta facendo il giro del mondo, e sui social si affollano video ricordo e fotografie commemorative di una delle icone turistiche dell’Islanda.

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Reynisfjara
Photo by nicos_fotowelt – Pixabay

In questi giorni le notizie in tema ambientale non sono delle migliori, e alle catastrofi naturali in giro per il mondo si aggiunge anche la scomparsa della spiaggia nera di Reynisfjara, uno dei simboli dell’Islanda, nonchè tappa imperdibile di qualsiasi itinerario lungo la Ring Road.

Proprio come in Italia le mareggiate hanno provocato il crollo dell’arco dei poeti (il caso ha voluto che questo avvenisse proprio nella notte di San Valentino), il maltempo intenso e il mare grosso hanno fatto scomparire per sempre una delle spiagge più iconiche del mondo.

La spiaggia nera di Reynisfjara è sparita

Reynisfjara
Photo by sterna_is – Pixabay

Nei giorni scorsi il meteo è stato devastante in gran parte del mondo, e come in Italia abbiamo sofferto crolli e inondazioni, anche in Islanda il mare ha fatto parecchi danni. Oltre ai consueti disagi della stagione, infatti, il mare grosso ha spostato di 50 metri la linea di costa, facendo sparire per sempre la famosissima spiaggia nera di Reynisfjara. Questo è stato il risultato di settimane di mareggiate violente e disastrose, che oltre alla spiaggia hanno danneggiato anche alcune delle colonne di basalto esagonali che popolavano il primo tratto di mare.

Vista la situazione, l’area è stata immediatamente chiusa al pubblico per mantenere la sicurezza, ma le immagini di desolazione e devastazione hanno fatto il giro del web, lasciando tutti a bocca aperta. Questa, infatti, non è solamente una perdita in termini di attrattiva turistica (la spiaggia, infatti, era una delle più visitate dell’isola, diventata iconica proprio per la sua colorazione scura e le colonne di basalto esagonali che caratterizzavano la scogliera), ma rappresenta un segnale chiarissimo che i paesaggi di tutto il mondo stanno cambiando velocemente, e che il cambiamento climatico sta apportando modifiche consistenti in ogni parte del globo.

Un anno nero per l’Islanda

Reynisfjara
Photo by proginl – Pixabay

Questa perdita si traduce, per l’Islanda, in un disagio considerevole in termini turistici, ma non solo. Sin dai primi giorni del 2026, infatti, l’Islanda soffre di un clima estremo particolarmente anomalo. In pochissimo tempo sull’isola si sono susseguiti:

  • temperature più alte della media del periodo,
  • freddo secco e assenza di neve,
  • onde fortissime,
  • vento potente.

In pochissimi giorni il territorio islandese è stato devastato dal clima estremo, che ogni anno diventa più violento e catastrofico. Oltre alla spiaggia nera di Reynisfjara, infatti, molte altre porzioni di promontori sono crollate in mare, cambiando per sempre la geografia dell’isola. Dopo l’eruzione dello scorso anno del vulcano Fagradalsfjall, che ha portato conseguenze gravissime sull’ambiente, e dopo i record termici che l’isola ha raggiunto nel 2025, questi crolli e la scomparsa della spiaggia nera di Reynisfjara rappresentano per l’Islanda l’ennesima devastazione con cui fare i conti. A livello globale, invece, questa situazione evidenzia quanto sia fragile l’ecosistema naturale mondiale, vittima di venti e mareggiate, e quando sia temporaneo tutto quello che siamo abituati a concepire come immortale.

Questo è un duro colpo per l’Islanda, ma anche il resto del mondo ne è rimasto scioccato, tanto che sui social si affollano video e foto che ritraggono la spiaggia solo un anno fa, piena di turisti e fotografi. Si tratta di un vero e proprio lutto, che ci obbliga a dire addio ad un luogo iconico, e che ci obbliga a considerare la nostra responsabilità nei confronti dell’ambiente.

La spiaggia nera di Reynisfjara è sparita addio ad un’icona: foto e immagini