Investire nel mattone: meglio il bilocale o il trilocale?

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Per investire nel mattone in modo sicuro è meglio il bilocale o il trilocale? Una risposta univoca a questa domanda non c’è, ma si può ragionare in base a diversi fattori, che possono influenzare la scelta e far pendere l’ago della bilancia verso l’uno o l’altro taglio di casa. Ecco le cose da prendere in considerazione se ci si trova di fronte a questa scelta.

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Quando un italiano ha dei soldi da parte, la prima cosa a cui pensa come forma di investimento, è il mattone. I grandi investitori hanno a disposizione analisti, specialisti del mercato e studi su studi su cui riflettere prima di decidere come investire i propri soldi. I privati invece, devono contare unicamente sulle proprie forze.

Come si fa a scegliere, quindi, tra un bilocale e un trilocale, quando si deve decidere che immobile acquistare ad uso investimento? I fattori da considerare sono di diversa natura, e non riguardano unicamente la disponibilità economica dell’acquirente. Si devono guardare infatti, anche la rendita, il contesto geografico in cui ci si trova e le esigenze specifiche a cui si vuole rispondere.

Meglio il bilocale o il trilocale?

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Questo è il problema. Una soluzione univoca, come anticipato, non c’è. Sul tavolo delle valutazioni infatti, si devono mettere:

  • la disponibilità economica;
  • il mercato di riferimento e i relativi prezzi;
  • le esigenze di investimento;
  • la rendita derivante dall’affitto dell’immobile.

Mediamente un bilocale è più economico da acquistare e molto facile da affittare nelle grandi città. Inoltre, garantisce un rendimento medio lordo di circa il 5,6% su 65 mq. Dall’altro lato, il trilocale ha rendimenti simili, ma permette di affittare anche le singole stanze oltre che l’intero immobile ad un unico inquilino. Di contro però, richiede un investimento iniziale più alto e può essere più difficile riempire tutte le stanze o trovare un inquilino disposto ad affittare l’intera casa.

In questo scenario, gioca un ruolo fondamentale il mercato di riferimento. Basti pensare che nei centri più piccoli i canoni di affitto costano poche centinaia di euro, mentre in città come Milano e Roma sono decisamente più alti, arrivando anche a superare i 1.000 euro. In caso di stanze singole, la media italiana di canone è di 372 euro, ma a Roma e Milano arriva anche a 600 euro.

Come scegliere

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Si deve scegliere poi, in base alle proprie esigenze. Quello che ci si deve chiedere è se si preferisce affittare ad una persona sola o ad una coppia, oppure dirigersi sugli studenti universitari, che potrebbero restituire la casa in condizioni peggiori rispetto a chi la affitta per viverci in maniera più stabile. Ancora, si deve considerare anche l’opzione degli affitti brevi, che rimane un’alternativa molto valida, soprattutto nelle destinazioni turistiche. Inoltre si devono valutare anche i costi di ristrutturazione e di manutenzione.

Infine, si devono fare i conti con il proprio portafoglio e capire quanti soldi destinare al progetto. Numeri alla mano, secondo Tecnocasa in Italia c’è una preferenza più o meno omogenea del trilocale, poichè è taglio che si adatta a un numero maggiore di esigenze, dalle giovani coppie a famiglie con uno o due figli, agli anziani che cambiano casa per restringersi. Tranne dove il mattone costa troppo (a Milano si preferiscono i bilocali) e dove i prezzi sono parecchio contenuti (a Genova va per la maggiore il quadrilocale), il trilocale è la scelta del 40% della domanda.

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