In Grecia arriva l’estate senza lettini per salvare mare e biodiversità

Autore:
Erika Fameli
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Quella del 2026 sarà un’estate senza lettini in Grecia: per proteggere la biodiversità e contrastare l’overtourism, infatti, le istituzioni hanno deciso di aumentare il numero delle spiagge protette, dove non è possibile avviare attività commerciali. Ecco in cosa consiste l’iniziativa e chi interessa.

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Grecia, Lettini
Photo by manfredrichter – Pixabay

La Grecia è uno dei Paesi europei più gettonati dell’estate, e quella che sta per iniziare non sarà da meno. Il problema, come spesso accade con le mete tanto belle e tanto famose, è l’overtourism. Folle di persone che, tutte insieme, arrivano, intasano strade, occupano spiagge e affollano piazze, inevitabilmente generano un impatto negativo sull’ambiente. Da diversi anni il Paese ha avviato politiche di conservazione e contrasto del fenomeno, ma mai come quest’anno.

Quella del 2026, infatti, sarà un’estate caratterizzata da un numero crescente di spiagge libere e sempre meno lettini e ombrelloni. Le istituzioni, infatti, hanno da poco pubblicato una nuova lista per preservare i litorali dall’impatto umano, in cui hanno inserito alcune spiagge che possono godere di protezione per scopi di tutela ambientale. Qui, quindi, non ci saranno concessioni balneari né comodità, ma tutto lo spazio sarà lasciato alla natura.

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Estate senza lettini in Grecia

Grecia, Lettini
Photo by ToomaCZ – Pixabay

La Grecia ha da poco fatto un’importante dichiarazione d’intenti al mondo: le spiagge hanno bisogno di più tutele. Lo ha fatto pubblicando la lista delle Apatites Paralies, ossia le spiagge incontaminate che possono godere di una protezione speciale per rafforzare la loro tutela ambientale. Le spiagge che si trovano in questa lista devono seguire norme rigorose, che puntano a contrastare sia l’overtourism che l’impatto negativo dell’uomo, come ad esempio:

  • il divieto di piazzare ombrelloni e lettini,
  • il divieto di aprire chioschi e stabilimenti,
  • il divieto di avviare attività antropiche di qualsiasi tipo.

Si tratta di zone costiere considerate di importante valore naturale ed ecologico e che, proprio in virtù di queste caratteristiche, necessitano di una protezione maggiore. Inoltre, i ministeri dell’Economia e dell’Ambiente hanno approvato una modifica al quadro normativo per aumentare il numero delle spiagge protette, portando le zone di tutela da 238 a 251. Qui si potrà sì accedere (gratis e liberamente), ma vigerà il divieto assoluto di impattare negativamente sull’ecosistema, pena multe salatissime, che possono arrivare anche a 60.000 euro.

Tutela ambientale e overtourism

Grecia, Lettini
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Queste misure arrivano in un momento storico in cui la Grecia vuole a tutti i costi contrastare l’overtourism, un fenomeno che ha già portato a misure come l’introduzione del numero chiuso a Santorini e ad altre misure contenitive, e che in Italia sta provocando il deterioramento dei paesaggi. L’obiettivo del governo è anche quello di promuovere una gestione più sostenibile delle coste, dove gli ecosistemi marini sono in forte sofferenza proprio a causa dello sviluppo antropico, oltre che per i cambiamenti climatici. Per tutelare gli ecosistemi e la biodiversità, che proprio a causa di queste problematiche sta diminuendo e si sta impoverendo, le regole da seguire su queste spiagge sono rigidissime, e vanno dal divieto di parcheggiare nei punti di accesso alle spiagge all’installazione di qualsivoglia comodità umana.

In cambio, si può vivere il mare della Grecia nella sua forma più pura, autentica e selvaggia, con l’acqua cristallina che lo contraddistingue e una spiaggia incontaminata, dalla sabbia bianca e senza alcuna traccia del passaggio dell’uomo. Sicuramente ci sarà chi demorderà dal passare in queste spiagge, ma chi invece le sceglierà per le proprie vacanze, vivrà un’esperienza a dir poco indimenticabile, e farà anche del bene al pianeta. Per avere tutte le info su quali spiagge rientrano in questo circuito e tutte le regole da rispettare, basta scaricare l’app MyCoast.

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