Italia travolta dall’overtourism: paesaggi a rischio

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Il nostro paese rischia di perdere quel tesoro fatto di paesaggi e bellezza sotto l’ondata catastrofica dell’overtourism e del frame dell’AirBnB. Un fenomeno che sta colpendo tantissime località affacciate sul Mediterraneo, come Spagna e Grecia e che ha rovinato spiagge, montagne e tanta biodiversità di flora e fauna.

Turismo, Di
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Overtourism, cos’è?

L’era post Covid ha dato il via ad una nuova modalità di viaggiare e soggiornare, attraverso una permanenza breve, con uno spostamento veloce tra due e più località a forti flussi turistici con una preciso itinerario, che transita tra centro storico e lungo mare. Questo mood ha sfondato in modo rapido così tanto anche grazie alla velocità dei social network, ed è riconducibile all’overtourism. Un fenomeno di massa che ha investito in meno di cinque anni anche il nostro paese, colpendo abitanti e territorio.

Le principali mete europee, in particolare durante la stagione della villeggiatura, sia estiva o invernale si trasformano in villaggi vacanza, intaccando il core di un determinato territorio e modificandone aspetti connotativi come l’economia, il tessuto urbano e annesso patrimonio culturale, fintanto ad inficiarne tutte le risorse e la sostenibilità stessa dell’ecosistema urbano.

2024, svolta overtourism

Momento cardine dell’overtourism è stata la scorsa stagione estiva. Nel 2024, i paesi mediterranei come Spagna, Portogallo e Grecia hanno deciso di porre un freno alla corsa turistica nelle località balneari. Questo intervento arrivò dopo che i media avevano ripreso la distesa di rifiuti lasciata sulle spiagge di Malaga e Barceloneta e le drammatiche condizioni lamentate dai cittadini.

Le indagini successive  hanno stimato gravi danni ambientali dovuti all’inquinamento della fauna, acque e spiagge, lasciando perdite che l’ecosistema mediterraneo ammortizzerà nel corso dei secoli.

Di fronte tale pericolo proprio le regioni hispaniche hanno stabilito nuove norme per il turismo sostenibile.

Solo dai rilevamenti atmosferici abbiamo la certezza che il sovraffollamento di un centro storico urbano intacca ogni elemento per la sua conservazione, coinvolgendo il patrimonio storico-architettonico, passando dalla salubrità dell’ambiente fino a seri rischi per la apacità di tolleranza dell’ ecosistema.

Infatti, ad essere investiti dall’inquinamento dell’overtourism, oltre ai cittadini indigeni, è la natura del territorio urbano, danneggiando alberi e piante, falde acquifere, spesso correlati ad un determinato territorio. Un depauperamento che dall’uomo locale, si ripercuote su tutto il suo intorno.

Rifiuti Mediterraneo
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Le proposte green

Benché Legambiente lamenti la mancanza di un piano che unisca sostenibilità, turismo ed ambiente, questo non è stato ancora raggiunto.

A contrastare l’inquinamento e le crisi ripercussive, norme e regolamentazioni sono state varate a livello locale e regionale. In Italia, grazie al FAI è stato possibile riscoprire e valorizzare bellezze paesaggistiche e panoramiche dimenticate e contribuire alla sostenibilità ambientale e territoriale.

Pertanto sono molti i siti che hanno varato linee guida ai suoi visitatori. Tra queste, prenotazioni obbligatorie, numero chiuso e divieti a comportamenti inadatti. Il tutto è finalizzato al mantenimento di quella specifica fauna e flora, perseguendo il rispetto della biodiversità. Per esempio, in Campania e sulla costa adriatica salentina, sono state posti secondo precisi criteri per accedere alle aree protette.

Overtourism,il lato nero: foto e immagini

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