Deposito rifiuti radioattivi: Trino si autocandida a ospitare la struttura

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Mentre altre aree idonee hanno preferito rispondere negativamente, il Comune di Trino ha richiesto una rivalutazione del proprio territorio al fine di ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

rifiuti radioattivi trino
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Se nessuno lo vuole me lo prendo io. Con un colpo da “One man show” il sindaco di Trino, Domenico Pane, ha ufficialmente autocandidato il comune in provincia di Vercelli a ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

Deposito rifiuti radioattivi: Trino si autocandida a ospitare la struttura

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La candidatura è stata presentata nei giorni scorsi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e a Sogin, la società pubblica che si occupa del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di natura ospedaliera.

La storia che lega il piccolo paese, popolato da meno di 7.000 anime, all’atomo, ha radici ben profonde. Tra il 1961 e il 1964 a Trino fu infatti costruita la centrale “Enrico Fermi”, frutto della prima iniziativa industriale avviata in Italia in campo nucleare. La centrale caricò il suo decimo e ultimo ciclo di combustibile nel marzo del 1987 e cessò la propria attività nel 1990, anno in cui il programma italiano nucleare fu definitivamente sospeso.

Attualmente l’ormai ex centrale funge da deposito temporaneo di scorie radioattive. Stessa cosa accade nel vicino Comune di Saluggia, dove ha sede l’impianto Eurex per il riprocessamento dell’uranio. Ed è proprio in virtù di questa situazione che il sindaco Pane, iscritto a Fratelli d’Italia, fonda la sua iniziativa, evidenziando come nella zona sia concentrato circa l’82% di rifiuti d’Italia in termini di radioattività. Inoltre il primo cittadino sostiene che la costruzione del deposito sarebbe una fonte di occupazione per circa 4mila persone, e una volta realizzato potrebbe impiegare a regime 700 addetti. In più, un’altra opportunità vantaggiosa arriverebbe grazie al parco tecnologico previsto nel pacchetto. Una vera e propria miniera d’oro in tempi di vacche magre.

Reazioni contrastanti a seguito della candidatura

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In sostanza il Comune di Trino ha richiesto la rivalutazione del proprio territorio, dopo che quest’ultimo è stato escluso dall’elenco dei 51 siti idonei per ospitare il Deposito, pubblicato dal MASE lo scorso dicembre seguendo le indicazioni fornite da Sogin e Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nazionale e la radioprotezione). La possibilità di autocandidarsi è stata stabilita attraverso il decreto legge Energia, ed è senz’altro caldeggiata con entusiasmo dall’attuale Esecutivo

La proposta del sindaco Pane è stata infatti recepita con viva soddisfazione dal ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, il quale ha dichiarato:

La disponibilità di Trino è molto importante e viene accolta positivamente dal Governo. Andrà ora verificata sulla base delle caratteristiche tecniche e di sicurezza che la legge prevede per i depositi di questa natura.

Di natura completamente diversa l’opinione di Legambiente, che si è opposta immediatamente all’iniziativa intrapresa dal primo cittadino:

Il Comune di Trino per volere del Sindaco e della Giunta, anziché pretendere che i rifiuti radioattivi vengano tolti dal proprio territorio e trasferiti in un deposito nazionale collocato in una delle ben 51 aree ufficialmente riconosciute per avere i migliori requisiti di sicurezza (CNAI), preferisce autocandidarsi per poter aspirare ad avere il deposito nazionale del nucleare nel proprio territorio, in mezzo alle risaie, con requisiti di sicurezza evidentemente inferiori rispetto ai 51 siti CNAI. A seguito di questa grave decisione del Comune di Trino, Legambiente del Vercellese ha già presentato oggi stesso un atto di intervento nel procedimento in corso presso Il Ministero dell’Ambiente MASE e presso la Sogin e l’ISIN al fine di contrastare questa assurdità con argomentazioni oggettive e scientifiche.

ha affermato Gian Piero Godio, vicepresidente per il Vercellese di Legambiente e di Pro Natura.

Trino si autocandida per il Deposito dei rifiuti radioattivi: foto e immagini