Crediti natura UE: bonus per chi investe in biodiversità

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

L’Unione Europea ha da poco avviato un progetto basato sui crediti natura, per incentivare le aziende ad investire nella biodiversità. Da oggi in poi, chi si impegna a tutelare l’ambiente ed aumenta gli investimenti a favore della transizione verde, riceverà un bonus in crediti naturali. Ecco come funziona.

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La lotta al cambiamento climatico e la tutela ambientale passano anche per la protezione e salvaguardia della biodiversità. A farsi carico di questo però, non possono essere solamente i governi nazionali e l’Unione Europea, poichè sono necessari sia fondi che impegno anche da parte delle aziende private. Per questo, a Bruxelles è nato un nuovo progetto che punta proprio ad aumentare il coinvolgimento dei privati nella tutela della biodiversità.

In particolare, la Commissione Europea ha avviato un mercato europeo di crediti natura. Si tratta di bonus che vengono riconosciuti a chi, appunto, si impegna nella tutela dell’ambiente e investe nella transizione verde. Così facendo, l’UE conta di raggiungere circa 37 miliardi di euro all’anno di finanziamenti privati, che si andranno ad aggiungere al 10% del bilancio dell’Unione Europea, e che serviranno per salvaguardare la biodiversità europea.

I crediti natura dell’UE

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La Commissione Europea di Ursula Von Der Leyen ha recentemente avviato un progetto pilota pionieristico e mai visto prima, che premia le aziende che investono nella transizione verde con dei crediti natura. La tabella di marcia di Bruxelles prevede l’inizio dei lavori già da quest’anno, e coinvolgerà diversi esperti, i quali avranno il compito di preparare il mercato dei crediti naturali sotto tutti i punti di vista:

  • tecnico-normativo,
  • criteriale e metodologico,
  • di governance,
  • economico.

Per la prima parte del progetto, che durerà fino al 2027, si utilizzeranno fondi UE già esistenti. Si tratta di un progetto importantissimo non solo per la biodiversità europea, ma anche per le economie dei singoli Stati Membri. Come ha sottolineato la commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall, in occasione della presentazione del progetto:

“Il 75% delle nostre imprese dipende dalla natura. Eppure l’80% della natura in Europa è in cattivo stato. Non si tratta di trasformare la natura in merce, ma di riconoscere e premiare le azioni che la ripristinano e la sostengono”.

Come funzionano i bonus

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Come anticipato, i crediti natura, su cui si fonda l’intero progetto, sono una sorta di bonus che viene riconosciuto alle aziende private che investono nella tutela ambientale. Si tratta di strumenti che danno un valore economico concreto ad interventi che, fino ad oggi, non lo avevano. Per fare qualche esempio, le aziende che pianteranno alberi, praticheranno l’agricoltura sostenibile o ripristineranno le torbiere, potranno ricevere dei crediti che attestano il loro impatto positivo sull’ambiente.

L’intento va al di là della promozione di semplici comportamenti corretti, ma mira ad incentivare le aziende ad investire negli ecosistemi europei. Non si tratta più solamente di rispettare le regole, ma di fare qualcosa di più. Una volta ottenuti, i crediti potranno essere venduti ad altri soggetti privati che vogliono compensare un impatto ambientale negativo o a soggetti pubblici che intendono sostenere iniziative green a favore della biodiversità.

Per trovare una somiglianza con qualcosa che esiste già, i crediti natura funzioneranno come i crediti carbonio, che l’UE usa già da tempo per regolare le emissioni di CO2. Sono diversi i Paesi UE che stanno già testando questo meccanismo a livello locale o nazionale (Italia inclusa), e grazie all’avvio del progetto da Bruxelles, si potrà finalmente creare un mercato anche a livello europeo.

Crediti natura, come funziona il progetto UE per la biodiversità: foto e immagini