Almeria e la sua distesa di plastica bianca
Almeria, una volta terra di vigneti e pascoli, oggi si trova al centro di un dibattito ambientale e sociale. La trasformazione del suo paesaggio in un vasto “mare di plastica” solleva questioni urgenti riguardo all’impatto delle pratiche agricole intensive sia sull’ambiente sia sulla società.

Almeria vista dalle immagini satellitari di Copernicus appare come una distesa desertica ricoperta da strati bianchi.
Si tratta delle migliaia di serre impiegate per la produzione di un’altissima percentuale di ortaggi che sfamano il resto d’Europa. L’ennesimo progresso tecnologico in campo agricolo, ma nasconde pericoli insidiosi.
L’evoluzione di un terreno a bassa produttività

Lo chiamano il mare di plastica e dal 1985 sta tappezzando l’intera regione.
A metà del XX secolo i terreni oggi dedicati a questo tipo di coltivazione erano vocati alla coltivazione della vite. Parliamo di intere aree attualmente ricoperte di serre.
La provincia di Almeria, sita nel sud-est della Spagna, presenta uno dei climi più secchi del continente, una caratteristica che passa decisamente in secondo piano rispetto all’accesso alle falde acquifere e alla costante presenza di sole.
Fattori che rendono il territorio adatto all’installazione di serre.
Questa zona della Spagna non è sempre stata così produttiva: fino agli anni ’50 prevaleva il sottobosco, i pascoli e appezzamenti dedicati alla coltivazione stagionale. A causa della scarsa produttività, gli agricoltori hanno optato per l’aggiunta di strati di sabbia e materia organica protette da coperture di plastica, allo scopo di proteggere piante e suolo da venti e acque sotterranee salate.
Una scelta che ha portato subito i propri frutti, risultando in un metodo efficace per aumentare le produzioni.
Le terre sono diventate più calde e umide favorendo le coltivazioni e dando origine ad una progressiva proliferazione delle serre, che ha cambiato l’uso di queste innovazioni.
Il lato oscuro delle serre
Si potrebbe parlare di miracolo economico: nel 2022 le serre coprivano circa 26.000 ettari di terreno, con una produzione del 40% della frutta e verdura esportate dall’intera nazione.
Ma i lati oscuri sono innumerevoli: la plastica che ha favorito un certo “boom economico” impatta considerevolmente sull’ambiente.
In che modo?
- Le esportazioni avvengono prevalentemente su strada, una “soluzione inquinante” perché i veicoli a motore producono emissioni di gas serra e altri inquinanti;
- i costi di questo tipo di trasporto sono in aumento a causa dell’ aumento dei carburanti;
- l’usura delle serra porta al rilascio di microplastiche. A tal proposito uno studio risalente al 2021 ha analizzato i sedimenti marini della costa, dove le particelle sono filtrate attraverso le alghe. Sono stimate concentrazioni di 2000 – 3800 part/kg, negli ultimi dieci anni.
Le conseguenze del mare di plastica
Mentre il successo agricolo di Almeria è indiscutibile, è impossibile ignorare il prezzo ambientale di tale prosperità. Esaminiamo, quindi, gli impatti specifici che questa espansione ha avuto.
La prima conseguenza del mar de plastico, come lo chiamano gli spagnoli, si riflette sull’alterazione delle predisposizioni naturali del terreno. Il suolo in Almeria è assai arido e privo di sostanze utili alla crescita delle piante.
Entrano in gioco pesticidi e fertilizzanti che portano alla contaminazione non solo del suolo stesso ma anche delle acque, degli alimenti nonché a molteplici rischi per i lavoratori che, in molti casi, non sono tutelati da corrette misure di protezione.
40.000 ettari di terreno occupati da plastica non favoriscono il naturale ciclo vitale della natura.
La produzione e lo smaltimento della plastica costituiscono inoltre un problema concreto.
Basti pensare che le serre in Almeria producono circa 33.500 tonnellate di plastica di cui:
- l’85% viene riciclata
- il 15% resta nell’ambiente
- circa 5000 tonnellate di plastica sono destinate a convertirsi in microplastiche depositate sui fondali marini.
Ma non è tutto: spreco di acqua, spreco alimentare e sfruttamento di lavoro sono alla base di questa tipologia di coltura.
Plastica e microplastica, piaghe per l’ambiente
Sembra che le microplastiche e la plastica in generale siano un problema persistente in Spagna.
Vi ricordate i pellet sulla costa galiziana?
Ma l’allarme è globale! Basti pensare alla situazione nelle acque del fiume Tevere e ai ghiacciai in pericolo.
La trasformazione di Almeria solleva domande fondamentali sul futuro dell’agricoltura e sulla sostenibilità delle nostre pratiche attuali. È fondamentale cercare un equilibrio tra crescita economica e responsabilità ambientale per garantire che il progresso di oggi non comprometta il benessere delle generazioni future.
Almeria e la sua distesa di plastica bianca: foto e immagini