I pellet sulla costa galiziana: allarme microplastiche

Autore:
Valentina Sole
  • Autore specializzato in tematiche ambientali

L’UE si è detta preoccupata a seguito del disastro che ha recentemente colpito la Galizia: migliaia di Kg di pellet di plastica hanno coperto le coste dando origine ad un vero disastro ambientale, difficile da contenere e da risolvere.

Nave, Container
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È l’8 di dicembre quando la nave danese Toconao, navigando la costa nord della Spagna, in Portogallo, perde sei container riversando accidentalmente in mare, oltre a pneumatici, salsa di pomodoro e pellicola trasparente, circa 25.000 Kg di pellet di plastica.

Un disastro ambientale per il quale la Giunta di Galizia attiva prontamente il piano di emergenza Camgal con livello di emergenza 1, che successivamente viene elevato a livello 2 per intensificare gli aiuti.

Il disastro ambientale e il pericolo delle microplastiche

Volontari
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Greenpeace lo ha definito a tutti gli effetti un disastro ambientale: da metà dicembre 2023 decine di milioni di piccole sfere di plastica hanno invaso le spiagge della Galizia procurando, ovviamente, un serio allarme ecologico.

La prima zona ad essere colpita è stata Rias Baixas, letteralmente invasa da decine di sacchi di pellets da 15 Kg che si sono aperti raggiungendo spiagge, rocce e, ovviamente, l’acqua del mare.

Diversi gruppi ambientalisti, tra cui la stessa Greenpeace, affermano con certezza che l’ammontare dei pellet sparsi sia di diversi milioni, rappresentando un reale pericolo per l’ecosistema marino ma anche per l’uomo.

Il provvedimento dell’UE

I pellet sono composti di microplastiche di minuscole dimensioni che possono essere ingerite dai pesci e, successivamente dagli  uomini.

Un evento, questo, che ha allarmato l’UE che si è prontamente attivata con un nuovo disegno di legge che ha l’obiettivo di regolare in modo più severo i trasporti dei pellet di plastica.

Il progetto di legge, discusso in data 11 Gennaio, chiede di ridurre il livello critico o la quantità massima di pellet di plastica che un’azienda può trasportare senza essere considerata responsabile di un eventuale riversamento.

In questo modo è possibile garantire che le aziende attive nel commercio e trasporto di pellet, scaglie di plastica, polveri e polvere impiegata nella fabbricazione di determinati prodotti implementino misure adeguate al fine di prevenire ed evitare il riversamento di materiale inquinante nelle acque del mare e sulle coste.

La tossicità del pellet: un’emergenza globale?

Se molte persone si sono attivate volontariamente per pulire le coste galiziane, nessun organo istituzionale ha comunicato ufficialmente la corretta procedura per la raccolta e lo smaltimento del pellet, né sulla sua composizione.

Pertanto il grado di tossicità di queste piccole palline, dette anche lacrime di sirena, è ancora sconosciuto.

Quello che sappiamo è che i granuli di pellet vengono prodotti raffinando idrocarburi comuni, come petrolio e gas fossile e numerosi studi dichiarano l’impatto negativo di plastiche e microplastiche non solo su ambiente ed ecosistema, ma anche sulla salute umana.

La necessità di decifrare la tossicità e il pericolo ambientale annessi ai pellet mette in evidenza l’emergenza globale che richiede azioni decisive nonché una solida collaborazione internazionale e trasparenza rispetto alle informazioni.

Perché una gestione responsabile della situazione è cruciale per preservare la biodiversità, l’ecosistema marino e la sicurezza del genere umano, soprattutto delle generazioni future.

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