Inquinamento: l’UE prende di mira i pellet di plastica

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Inquinamento, attraverso una proposta che verrà valutata in tempi brevi l’Ue vuole ridurre il rilascio involontario di pellet di plastica nell’ambiente.

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Pellet di plastica
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L’Unione Europea continua a varare provvedimenti e proposte per migliorare il clima e l’ambiente. Nel mirino di Bruxelles sono finiti anche i granuli di pellet di plastica. L’obiettivo è quello di ridurre il rilascio involontario di questi materiali inquinanti del 74%.

Inquinamento: l’UE prende di mira i pellet di plastica

Pellet di plastica
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In arrivo norme più severe per il rilascio di pellet di plastica, una forma di inquinamento di dimensioni piccole ma estremamente dannosa per l’uomo e l’ambiente. Allo stato attuale i dati dicono che ogni anno, a causa della cattiva gestione durante la  catena di produzione, una cifra compresa tra  52 e 184mila tonnellate viene dispersa e finisce nei fiumi e negli oceani mettendo a rischio interi ecosisistemi e, di conseguenza, anche la salute umana.

Allo scopo di ridurre questa quantità, l’Unione Europea ha messo in campo una proposta che verrà valutata in tempi brevi da parte del Parlamento e del Consiglio. I punti principali prevedono:

  • Un miglioramento della catena produttiva, con gli operatori che, a seconda delle dimensioni dell’installazione o dell’attività di trasporto dovranno rispettare alcune pratiche specifiche.
  • L’introduzione di una certificazione obbligatoria, che per le aziende più grandi dovrebbe essere rilasciata possibilmente da un soggetto terzo indipendente. Gli operatori più piccoli potrebbero invece usufruire di una “semplice” autodichiarazione.
  • La diffusione di alcune metodologie standardizzate che permettano agli operatori di monitorare e quantificare le dispersioni di pellet nell’ambiente.
  • L’introduzione di requisiti più flessibili per l’ampia percentuale di piccole e medie imprese impegnate nella produzione.

Attraverso questi provvedimenti  Bruxelles è convinta di riuscire a ridurre il rilascio di pellet del 74% e anche di migliorare le condizioni di parità tra gli operatori.

Pellet di plastica: una minaccia per l’uomo e le specie animali

Pellet di plastica
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Per pellet di plastica si intendono le materie prime, i granuli, che vengono impiegati in partenza nei processi industriali per la realizzazione di prodotti finiti. Essendo di piccolissime dimensioni vengono facilmente ingeriti da diverse specie animali, soprattutto quelle costiere come uccelli marini, tartarughe o molluschi. La loro presenza nell’organismo può causare danni gravi e patologie che portano alla morte. L’esposizione ad alti livelli rappresenta una minaccia anche per l’uomo e gli effetti sono tuttora sotto la lente di ingrandimento da parte di numerosi scienziati.

La proposta dell’Unione Europea potrebbe affiancare il provvedimento approvato a settembre nell’ambito del piano “Zero Pollution” che riguarda le microplastiche aggiunte intenzionalmente ai prodotti.

La proposta odierna segna un passo importante nella lotta all’inquinamento da microplastiche. Affrontare il rilascio involontario di pellet di plastica risolve un problema serio non solo per il nostro ambiente ma anche per la nostra salute, e ci aiuta a raggiungere l’ambizione di inquinamento zero del Green Deal europeo,  ha commentato Maros Sefcovic, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo.

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