Le microplastiche inquinano il Tevere

Autore:
Samantha Patente
  • Laureanda in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

I corsi d’acqua sono sempre più soggetti alla presenza di microplastiche. Il Tevere è ormai oggetto di studio.

Tevere
Photo by Fabrizio_65 – Pixabay

I fiumi sono ormai invasi da microplastiche, anche in Italia. Uno studio dell’Università di Tor Vergata afferma che le microplastiche hanno raggiunto il Tirreno, trasportate dal Tevere, che risulta purtroppo pericolosamente inquinato.

Invisibili ma pervasive: le microplastiche nei fiumi

Le microplastiche sono ovunque e sono diventate ormai un problema, a livello globale.

Piccolissime particelle di dimensioni inferiori a 5 mm stanno invadendo anche i letti dei fiumi depositandosi e rimanendovi anche per lunghissimi periodi, prima di essere trasportate in mare.

È sufficiente considerare che, secondo un’indagine recente dell’Università di Northwestern, possono sostare nei fondali fluviali per una durata che può arrivare fino a 7 anni, a causa del processo di scambio ipotermico.

Di cosa si tratta? Lo scambio ipotermico comporta la miscelazione dell’acqua superficiale con quella del letto del fiume, che può intrappolare le microplastiche leggere che potrebbero, altrimenti, galleggiare​.

Le origini sono ormai ben note a tutti: i sistemi fognari scaricano microplastiche da diverse fonti, quali pneumatici delle auto, prodotti per la cura personale, lavanderie e polveri domestiche.

Ma non solo. I rifiuti solidi mal gestiti si possono frammentare in microplastiche, contribuendo in modo significativo all’inquinamento.

Riflessi inquinati: le microplastiche stanno avvelenando il Tevere

Qualcuno ha detto

La magia di Roma è nel vedere San Pietro riflesso nel Tevere

Ma la situazione è talmente complessa che purtroppo, ormai questa immagine romantica potrebbe svanire.

Tutti i campioni analizzati presentano infatti tracce di polistirene, il polistirolo, impiegato per la conservazione di cibo o per le cassette di pesce.

L’università di Tor Vergata ha condotto uno studio che ha riscontrato microplastiche nel Tirreno fino a 6 km dalla costa con una media di 45 microgrammi per litro e picchi di 60, interamente trasportate dal fiume Tevere.

Tra il 2006 e il 2016, si ritiene che oltre 8.000 tonnellate di microplastiche siano state veicolate verso il bacino del Mediterraneo principalmente attraverso i fiumi.

Il lato oscuro dei fondali del Tirreno

Gli studiosi hanno analizzato i fondali del Tirreno in prossimità della foce del Tevere: i risultati sono preoccupanti.

Come specificato precedentemente, i campioni analizzati hanno mostrato fino a 60 microgrammi per litro di sedimento.

Cosa significa? Un microgrammo è un milionesimo di grammo, quindi 60 microgrammi per litro indica una quantità di microplastiche relativamente piccola, ma significativa, in un litro di sedimento.

La ricerca ha analizzato diversi livelli di profondità raggiungendo distanze maggiori in mare, a dimostrazione che, ormai, l’inquinamento da microplastiche non riguarda più unicamente le aree costiere.

A rischio la catena alimentare

Gamberetti
Photo by lshman000 – Pixabay

Un impatto significativo, a livello ambientale: le microplastiche si accumulano nei fondali e le conseguenze sono molteplici.

Vediamole insieme:

  • accumulo nei fondali marini: le particelle si depositano nei fondali marini, dove possono rimanere per lunghi periodi.
  • ingestione da parte della fauna marina: vengono ingerite da varie specie marine, tra cui invertebrati come vongole e gamberetti.
  • effetti sulla catena alimentare: possono passare da creature più piccole a pesci più grandi, influenzando l’intera catena alimentare marina, fino a raggiungere l’uomo.
  • preoccupazioni per il consumo di prodotti ittici: in aree ad alto consumo di pesce e frutti di mare, cresce l’allarme per la possibile contaminazione dei prodotti ittici da parte di queste particelle nocive.

Il problema dell’inquinamento da microplastiche nei fiumi è complesso e multifattoriale, legato dunque sia alle pratiche globali di gestione dei rifiuti sia alle dinamiche ambientali locali.

Ormai è nota a tutti la presenza di queste particelle nella placenta, ma anche nel latte materno!

La persistenza di questi inquinanti negli ecosistemi d’acqua dolce ha quindi profonde implicazioni per la vita acquatica e la salute umana, e sottolinea la necessità di strategie complete per affrontare l’inquinamento da plastica alla fonte.

Le microplastiche inquinano il Tevere Foto e Immagini