Un nuovo studio ha rilevato microplastiche e sostanze inquinanti nel latte materno

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Una nuova ricerca realizzata da un team italiano ha rilevato la presenza di microplastiche e composti chimici pericolosi e inquinanti nel latte materno.

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Oltre a essere dannosa per l’ambiente, la plastica rappresenta un pericolo per la salute umana perché in grado di causare patologie polmonari gravi, l’asma o addirittura il cancro. In questa direzione un nuovo campanello d’allarme è arrivato da un recente studio realizzato in Italia che ha portato alla luce la presenza di microplastiche nel latte materno.

Microplastiche e sostanze inquinanti presenti nel latte materno

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La presenza di microplastiche nel latte materno è stata messa in evidenza per la prima volta nel 2022 grazie a uno studio che l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma aveva realizzato in collaborazione con l’Università Campus Bio Medico, l’Università Politecnica delle Marche e l’Università degli Studi di Sassari. In quell’occasione, prelevando campioni di latte da 34 mamme sane una settimana dopo il parto, il team di studiosi aveva scoperto la presenza di frammenti di microplastiche nel 75% dei casi.

Una circostanza purtroppo confermata in questi giorni da un nuova ricerca che ha rilevato inoltre come il latte materno sia esposto ad alcuni contaminanti chimici altamente nocivi tra cui gli  ftalati presenti nelle plastiche degli imballaggi alimentari, il bisfenolo A, attualmente messo al bando, che può trovarsi sia nelle stoviglie di plastica monouso che nei detergenti per il corpo, i glifosati, impiegati come pesticidi, e i parabeni contenuti all’interno dei cosmetici.

Gli effetti di queste sostanze possono causare alterazioni del sistema ormonale e, di conseguenza, un’incidenza maggiore di obesità, di pubertà precoce, di disturbi neurocomportamentali nell’infanzia e di diabete. Oltre che nel latte materno le tracce sono state rinvenute anche nelle urine di 650 coppie madre-figlio.

Niente allarmismi ma occorre cambiare le abitudini

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Il nuovo studio, denominato “Life Milch”,  è stato realizzato grazie al finanziamento dell’UE e coordinato dall’Università di Parma in collaborazione all’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia e alle università di Firenze e Cagliari. I ricercatori sono ancora al lavoro per valutare le conseguenze degli interferenti endocrini sul neurosviluppo e la crescita infantile mentre i risultati preliminari sono stati presentati al congresso della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia pediatrica (SIEDP).

Nello stesso contesto i medici hanno voluto porre un freno agli allarmismi invitando le madri a non abbandonare l’allattamento al seno che  rimane sempre la migliore forma di alimentazione dei neonati.

L’allattamento al seno è benefico per la salute e la crescita del bambino e non va sospeso ma protetto, prevenendo l’esposizione agli interferenti endocrini e agendo sulle abitudini nutrizionali e sullo stile di vita delle donne durante la gravidanza e l’allattamento.

ha sottolineato  Mariacarolina Salerno, presidente del congresso, e direttore dell’Unità di Pediatria Endocrinologica del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli.

Ma come sfuggire agli effetti dei contaminanti chimici onnipresenti nell’ambiente? A questo proposito gli esperti del SIEDP raccomandano alle donne in gravidanza alcuni comportamenti da seguire tra cui limitare l’utilizzo di plastica monouso, di biberon non certificati e di contenitori di plastica per conservare e scaldare i cibi. Sarebbe inoltre opportuno non servirsi di solventi, pesticidi, erbicidi e fungicidi, o comunque proteggersi durante il loro utilizzo. In più bisognerebbe impiegare solo prodotti e tessuti naturali per l’igiene personale, la cosmesi e l’abbigliamento. In ultimo occorrerebbe seguire una dieta varia con alimenti che provengono da fornitori diversi, risciacquare a fondo frutta e verdura in scatola prima del consumo e mangiare preferibilmente cibi freschi e di stagione.

Sostanze inquinanti nel latte materno: foto e immagini