Allarme WWF: i leoni a rischio estinzione in Africa
Il WWF lancia l’allarme e annuncia che i leoni sono in pericolo: negli ultimi 25 anni la popolazione africana si è dimezzata, e solo il 10% del suo areale storico sopravvive. Si tratta di un dato a dir poco allarmante, e che mette in guardia circa la possibile estinzione di una delle specie più importanti del regno animale.

Quando si pensa al mondo animale, una delle specie che viene in mente più frequentemente è quella dei leoni. Il re della foresta è simbolicamente uno degli animali più forti della Terra, emblema di regalità, possenza e stabilità. I leoni però, nella vita reale, non sono così invincibili come li vede l’immaginario collettivo, e in realtà stanno andando incontro ad un declino rapidissimo. Il ritmo con cui la specie sta diminuendo, infatti, è impressionante, e il WWF lancia un allarme.
In occasione della Giornata mondiale del leone, che cade il 10 agosto, l’associazione ha diffuso i dati catastrofici della scomparsa dei leoni africani dalla Terra. Negli ultimi 25 anni la popolazione in Africa si è dimezzata, e solo il 10% del suo areale storico riesce a sopravvivere. Considerando che il leone è una delle presenze animali che indicano maggiormente un buono stato di conservazione degli habitat, la notizia che il leone africano è a rischio mette tutti in allarme.
I leoni sono in pericolo

I leoni africani sono uno dei principali indicatori di un buono stato di conservazione degli habitat naturali, e rappresentano anche un’incredibile fonte di reddito per le economie locali, grazie al turismo naturalistico che ogni anno attira migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ha però annoverato il leone africano tra le specie vulnerabili del Pianeta. Questo vuol dire che la specie non è ancora a rischio critico di estinzione, ma le minacce alla sua sopravvivenza sono considerevoli. Queste, in particolar modo, riguardano:
- il bracconaggio,
- il degrado degli habitat naturali,
- la rarefazione delle prede,
- l’aumento dell’accoppiamento tra consanguinei,
- il commercio illegale come trofeo.
Un incremento importante, riguardo questo ultimo punto, arriva dal mercato cinese, che impiega le ossa e altre parti del leone per creare medicine tradizionali, al posto dei prodotti di tigre, che sono diventati molto più costosi e rari. Nonostante la specie del leone africano sia inserita nella Cites dal 1975, il commercio illegale continua ad aumentare.
L’allarme del WWF

L’allarme del WWF, stando così le cose, appare quanto mai necessario per mettere in guardia circa il pericolo che il leone africano sta correndo. Proprio la leva economica potrebbe essere la chiave affinchè sia le popolazioni locali che le istituzioni facciano qualcosa a favore dei leoni, che rappresentano un’attrattiva incomparabile agli occhi dei turisti di tutto il mondo, che giungono in Africa per partecipare a Safari ed esperienze a stretto contatto con questa ed altre specie. L’azione umana e il cambiamento climatico stanno mettendo a rischio molte specie animali, ma una migliore gestione della convivenza e degli habitat può risolvere il problema.
D’altronde, esistono anche casi di aumento sia numerico che geografico di leoni, come sta succedendo in India. Qui, infatti, i leoni stanno crescendo in numero, a riprova del fatto che una ripopolazione della specie è possibile e auspicabile. Abbandonando il commercio illegale e inasprendo le sanzioni ai colpevoli, avendo una maggiore cura degli habitat naturali e degli spazi dove i leoni vivono lontani dall’uomo, e facendo attenzione alla diversificazione delle specie, i leoni possono tornare a crescere, e l’allarme può rientrare.