Allarme spiagge: più della metà sparirà entro il 2100

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

A lanciare l’allarme spiagge è il professor Omar Defeo, che mette in allerta istituzioni e cittadini riguardo il rischio ambientale. Secondo lui, se non si agisce immediatamente, più della metà delle spiagge scomparirà entro la fine di questo secolo.

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Città, Costiera
Photo by Leonhard_Niederwimmer – Pixabay

Il professor Omar Defeo è uno studioso riconosciuto e stimato, e proprio per questo il suo allarme riguardante le spiagge è da prendere in considerazione. Secondo la sua ricerca, infatti, le città costiere sono esposte ad un rischio estremo, minacciate da un lato dal cambiamento climatico e dall’altro dall’urbanizzazione. Questi due fattori, combinati insieme, porteranno, entro il 2100, alla scomparsa di più della metà delle spiagge. Come sottolinea lui stesso:

Non si tratta solo di perdere ecosistemi, ma di assistere a forti ricadute sulle popolazioni. Cruciale agire ora.

I cosiddetti paesaggi sommersi sono tutti quei territori costieri che, senza un cambio di rotta, sono destinati a sparire del tutto, mangiati dall’erosione dell’attività umana e dall’innalzamento del mare per il cambiamento climatico. Ecco a cosa rischiano di andare incontro le città costiere se non si interviene immediatamente a protezione delle cose, degli ecosistemi naturali e delle infrastrutture, per proteggere a casacata anche sistemi vitali per l’uomo come la pesca e il turismo.

Allarme spiagge

Città, Costiera
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Lo scienziato uruguaiano Omar Defeo, professore presso l’Università della Repubblica dell’Uruguay, è uno dei massimi esperti al mondo in fatto di ecologia delle spiagge. Per questo la sua voce risulta ancora più preoccupante, quando lancia l’allarme spiagge. Il suo studio, infatti, da anni analizza l’effetto sia dell’azione dell’uomo che del cambiamento climatico sulle spiagge, e non dà affatto buoni risultati. In occasione del simposio FAPESP Day Uruguay, Defeo ha spiegato che se si continua di questo passo, entro la fine del secolo vedremo sparire circa la metà delle spiagge del mondo.

Le cause del rischio sono da trovarsi principalmente:

  • nell’urbanizzazione e nella cementificazione delle zone costiere;
  • dal cambiamento climatico e dall’innalzamento dei mari.

Questi fattori stanno schiacciando in una morsa letale gli ecosistemi costieri e le spiagge di tutto il mondo, comportando un rischio serissimo non solo per l’ambiente, ma anche per l’uomo stesso, che senza le spiagge rischia di perdere anche sistemi vitali come la pesca e il turismo, su cui molte comunità fondano le proprie economie.

Ecosistemi costieri a rischio

Città, Costiera
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Secondo lo studio di Defeo, un quinto delle 315 spiagge analizzate in tutto il mondo ha già avviato il processo di erosione in forma intensa, estrema o grave, e anche in Italia la situazione è piuttosto seria. Anche la Società Geografica, infatti, ha affermato che entro il 2050 il 20% delle spiagge italiane potrebbe finire sommerso, e che la percentuale potrebbe innalzarsi tra il 40 e il 45% entro il 2100. Per Defeo serve un intervento immediato da attuare attraverso politiche di gestione e di pianificazione del territorio, come i piani di adattamento climatico.

Inoltre, servono difese costiere, regolamentazione dell’edilizia costiera e restauro delle due per fare la differenza tra la sopravvivenza e la decadenza delle città costiere. A causa delle inondazioni, intere regioni potrebbero sparire e numerose città italiane sono a rischio sommersione. L’allarme dello scienziato uruguaiano e della Società Geografica dovrebbe mettere in allerta i governi e le istituzioni locali, e dovrebbero fungere da sprone per mettere in atto politiche diverse da quelle attuali, che invece di sfruttare conservino il territorio e lo tutelino sia da sé stesso che dall’azione incontrollata dell’uomo.

Allarme spiagge: più della metà sparirà entro il 2100: foto e immagini