Agricoltura indoor: un progetto italiano riduce le emissioni

Autore:
Erika Fameli
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Un progetto italiano di nome Sustain riduce le emissioni dell’agricoltura indoor e sperimenta nuovi materiali e soluzioni più efficienti: ecco come funziona e come può trasformare il settore per rispondere alle sfide climatiche attuali, senza impattare negativamente sull’ambiente.

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Agricoltura, Indoor
Photo by jhenning – Pixabay

L’agricoltura indoor, o agricoltura in ambiente controllato, è un settore in forte espansione, che però presenta un impatto ambientale considerevole. L’agricoltura indoor, infatti, permette di portare avanti le coltivazioni in un ambiente chiuso e non esposto alle intemperie climatiche, ma di contro comporta un’impronta ambientale non da poco. Proprio per ridurre questa impronta, nasce un progetto tutto italiano che sperimenta nuovi materiali, processi automatizzati e soluzioni innovative.

Queste, applicate alla vertical farming, sono in grado di rendere le coltivazioni non solo più efficienti, ma anche più sostenibili e adeguate alle sfide climatiche odierne. Ecco in cosa consiste il progetto Sustain, come funziona e quali migliorie può apportare al settore dell’agricoltura verticale.

Agricoltura indoor

Agricoltura, Indoor
Photo by klimkin – Pixabay

Quando si parla di agricoltura indoor si fa riferimento alle coltivazioni in ambienti controllati, e in particolar modo al cosiddetto vertical farming. Questo è un modello agricolo che non impatta sul consumo di suolo in quanto si sviluppa, come suggerisce il nome, in verticale e non in orizzontale, e che è in grado di rispondere agevolmente alla crescente domanda di cibo. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che, per ottenere questi risultati, l’impatto sull’ambiente è considerevolmente alto. A causare l’impronta ambientale maggiore sono proprio i materiali tipici dei sistemi di coltivazione fuori suolo, come la torba e la lana di roccia, che dall’estrazione allo smaltimento hanno un ciclo di vita complessivamente costoso dal punto di vista della sostenibilità.

Inoltre, si deve considerare il consumo energetico dei sistemi idroponici e aeroponici. Insomma, alla fine della filiera, le coltivazioni verticali risolvono molti problemi, ma ne creano altrettanti. Proprio per rispondere a queste criticità nasce un progetto tutto italiano, che testa materiali alternativi a quelli inquinanti già citati, e progetta da zero il sistema di coltivazione artificiale, riciclabile e ottimizzata per colture specifiche.

Il progetto Sustain

Agricoltura, Indoor
Photo by panosbp – Pixabay

Il progetto Sustain nasce dalla collaborazione tra tre diverse realtà:

  • il Politecnico di Milano,
  • l’Università degli Studi di Milano,
  • Agricola Moderna (azienda agroindustriale specializzata in agricoltura verticale).

Le soluzioni innovative messe a punto con il progetto Sustain si possono applicare a colture come ortaggi a foglia, ortaggi da frutto e piante aromatiche, e promettono risultati più che positivi sia in termini di qualità del prodotto finale che della riduzione dell’impatto ambientale. Il progetto è talmente incoraggiante da essere in lizza per il finanziamento del bando FISA2024. A fare da banco di prova per i sistemi creati da Sustain è Agricola Moderna, che mette a disposizione il proprio impianto produttivo in provincia di Cremona per portare avanti i test in condizioni operative reali. Questo permette di verificare la concreta applicabilità delle soluzioni ad impianti esistenti, e anche di testarne la sostenibilità economica su un’eventuale scala commerciale.

Il progetto Sustain è un’opportunità di sviluppo incredibile per il vertical farming, che può consentire un salto di qualità sia dal punto di vista dell’efficienza del settore che da quello della responsabilità delle risorse. Inoltre, la riduzione del consumo di suolo e acqua data dall’agricoltura verticale assumerebbe un ruolo ancora più rilevante, stimolando la circolarità dei processi e favorendo un’agricoltura più sostenibile.

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