I prodotti residuo zero contro l’impatto ambientale

Autore:
Samantha Patente
  • Laureanda in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Dall’agricoltura sostenibile arriva un’alternativa ai prodotti biologici: quelli a residui zero. Ecco tutto ciò che dobbiamo sapere a riguardo.

Agricolo
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I fitofarmaci impattano sull’ambiente, in alcuni casi in modo irreversibile.

Dall’agricoltura sostenibile arriva una soluzione che affianca i prodotti biologici: i prodotti residuo zero, una risposta efficace alla crisi climatica e al suo impatto sulla produzione primaria.

Cosa sono i prodotti a residuo zero?

Pesticidi
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La riduzione dei fitofarmaci nel settore agricolo è uno dei punti chiave del Green Deal e tra gli obiettivi dell’Agenda 2030, che prevedono la transizione verso pratiche agricole sostenibili e rispettose dell’ambiente, per una produzione alimentare sicura ed un impatto minore sull’intero ecosistema.

A tal proposito nascono i prodotti residuo zero, che presentano residui di prodotti fitosanitari di sintesi chimica inferiori o uguali a 0.01 milligrammi per Kg.

Si tratta di alimenti coltivati secondo pratiche agricole che puntano a ridurre ed eliminare definitivamente residui di sostanze chimiche nel corso della coltivazione.

Un approccio, questo, che implica l’utilizzo di metodi di controllo parassiti e malattie che incorporino pratiche di agricoltura integrata e biologica.

L’obiettivo? Una produzione sicura e salutare che riduca concretamente l’impatto ambientale agricolo.

Le differenze con i prodotti biologici

È importante comprendere le caratteristiche essenziali  dei prodotti residuo zero.

Un articolo a cura di un gruppo di scienziati di Belgrado, pubblicato su MDPI, specifica che

(…) i prodotti al momento di raggiungere il mercato contengano residui di prodotti fitosanitari altamente limitati, cioè in quantità non rilevabili dal sistema strumenti analitici di laboratori di prova qualificati e accreditati (…)

Come precedentemente specificato il limite per la maggior parte dei prodotti fitosanitari è solitamente inferiore o uguale a 0,01 mg/kg.

(…) se e quando il metodo analitico offrisse la possibilità di una maggiore sensibilità analitica, tale valore dovrebbe essere utilizzato come limite per il concetto di Residuo Zero (…)

Resta inteso che, laddove il produttore decida di imprimere un marchio di certificazione sull’etichetta del prodotto, dovrà necessariamente indicare il limite massimo di prodotti fitosanitari e le limitazioni dei metodi analitici utilizzati.

Le linee guida e i principi applicati

Alcuni enti hanno appositamente creato delle linee guida che vedono applicati 4 principi fondamentali:

  • Metodi agricoli sostenibili: l’approccio vede l’adozione di pratiche agricole sostenibili, rispettose dell’ambiente, efficaci e volte a conservare le risorse naturali.
  • Limitazione dell’uso di prodotti chimici di sintesi: la priorità alla riduzione dell’uso di pesticidi, erbicidi e altri prodotti chimici artificiali, comunemente utilizzati in agricoltura.
  • Impiego di fitofarmaci a basso impatto ambientale e a bassa residualità: laddove necessario, si opta per fitofarmaci ad impatto ambientale ridotto che lascino una quantità di residui limitata nei prodotti agricoli.
  • Ottenere prodotti privi di residui chimici di sintesi che non contengano livelli rilevabili. Anche se non è possibile garantire l’assenza totale di tali sostanze, l’obiettivo è di ridurle a livelli non rilevabili attraverso i test standard.

Prodotti residuo zero: la certificazione

L’ente italiano di certificazione ed ispezione nel settore agroalimentare ha pubblicato una guida per definire i prodotti residuo zero, i criteri necessari per la loro certificazione e i documenti tecnici richiesti alle organizzazioni per assicurare che i residui chimici nei prodotti vegetali siano sotto i limiti di rilevazione analitica e conformi alla legge.

Sono tuttavia ammessi residui di sostanze fitosanitarie autorizzate all’impiego ai sensi dell’Allegato II del Reg. CE 889/2008 (prodotti ammessi nella produzione biologica), purché nei limiti massimi del 50% del Residuo Massimo Ammesso per legge (RMA) per lo specifico prodotto vegetale

Questa soluzione, insieme ad altre progressivamente applicate, ha portato ad un netto abbattimento dell’utilizzo di pesticidi, lo afferma report annuale “Stop pesticidi nel piatto” realizzato da Legambiente.

I prodotti residuo zero contro l’impatto ambientale: foto e immagini