“Stop pesticidi nel piatto”: dati incoraggianti dal dossier di Legambiente

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Emergono dati positivi dal consueto report annuale “Stop pesticidi nel piatto” realizzato da Legambiente. Ma non bisogna assolutamente abbassare la guardia.

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Va sicuramente meglio, ma non bisogna cullarsi sugli allori. Si potrebbero riassumere così i dati contenuti all’interno del report “Stop pesticidi nel piatto 2023”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Alce Nero.

“Stop pesticidi nel piatto”: dati incoraggianti dal dossier di Legambiente

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Nel dettaglio, sono stati presi in esame 6085 campioni di alimenti di origine vegetale e animale provenienti da 15 regioni italiane. Campioni che derivavano sia da agricoltura biologica che da agricoltura convenzionale.

Dai risultati delle analisi è emerso un calo dei campioni in cui sono state rintracciate tracce di pesticidi nei limiti di legge, 39,21% contro il 44,1% dello scorso anno. In diminuzione anche la quota dei campioni irregolari, che si attesta sull’1,62%. Rispetto al 2022 cresce invece di più di 5 punti la percentuale dei campioni regolari e senza residui (59,18% contro il 54,8%).

La cattiva notizia arriva dal fatto che nel 15,67% dei campioni regolari sono state trovate tracce di un fitofarmaco e nel 23,54% di diversi residui.  Anche se nei limiti di legge, questi numeri destano preoccupazione in merito al multiresiduo e al potenziale danno che un mix di fitofarmaci può avere sull’organismo umano.

Nei prodotti biologici è stato invece rinvenuto soltanto l’1,38% di residui, provenienti, con molta probabilità, da campi coltivati nelle vicinanze con metodi di agricoltura convenzionale. Nei campioni analizzati sono state rintracciate 95 sostanze attive provenienti da fitofarmaci. Anche quest’anno la frutta si conferma il settore più colpito dalla presenza di residui (oltre il 67,96% dei campioni presi in esame). La maggiore percentuale di irregolarità, equivalente al 7,41%, è stata rintracciata nella frutta esotica. Note positive arrivano invece dal fronte della verdura: il 68,55% dei campioni non presenta residui.

Fondamentale una legge specifica sul multiresiduo

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Per quanto riguarda gli alimenti trasformati, il numero più alto di residui “consentiti” è stato riscontrato nei cereali integrali e nel vino (rispettivamente 71,21% e 50,85%). Buone notizie arrivano dai prodotti di origine animale, dove ben l’88,17%  dei campioni analizzati è risultato senza residui. Durante la presentazione del dossier Legambiente ha richiesto espressamente, a livello nazionale, una legge specifica sul multiresiduo che, sulla base delle attuali evidenze scientifiche, vieti la compresenza di principi attivi.

Nello stesso tempo l’associazione ambientalista ha rinnovato il proprio impegno contro il glifosato,  lanciando una nuova campagna denominata “Glifosato free”. Lo scopo è quello di premiare quelle aziende che, a dispetto della recente proroga che ne consentirà l’utilizzo per altri dieci anni, hanno già deciso di bandire il potente erbicida.

L’appuntamento con la presentazione del dossier “Stop pesticidi nel piatto” rappresenta per l’associazione e l’intero Paese un momento molto importante. Non a caso, si tratta dell’unico documento che fotografa, nel complesso, la situazione relativa alla presenza di fitofarmaci negli alimenti che ogni giorno portiamo sulle nostre tavole. Nonostante qualche dato timidamente incoraggiante, la situazione appare ancora molto complessa e risulta evidente la necessità di una ulteriore e concreta spinta politica affinché si possa davvero mettere fine alla chimica nel piatto. In questo contesto, corre l’obbligo di rammentare la nostra forte preoccupazione per la mancata approvazione del SUR, dispositivo emanato dalla Commissione europea che regola e limita l’utilizzo di fitofarmaci, e riguardo all’urgenza di adottare in Italia il nuovo PAN (Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) la cui ultima stesura risale al 2014.

ha affermato Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente.

“Stop pesticidi nel piatto”, dati incoraggianti: foto e immagini