Mimosa: consigli per la tecnica di potatura corretta
Arrivata in Europa nel 1800, questa pianta si è adattata perfettamente al territorio tanto da essere considerata mediterranea, anche se proviene dall’Australia. Guardiamo nel dettaglio i segreti della potatura per renderla sempre più rigogliosa.

La mimosa è entrata ormai di diritto nel nostro immaginario e, soprattutto, nell’uso quotidiano. Non è un caso, infatti, che sia stata individuata come simbolo dell’8 marzo, giornata dedicata alle donne. Oltre a questo, poi, è il campanello d’allarme per capire quando le temperature sono in aumento.
Se la mimosa fiorisce, infatti, ci troviamo ad un passo dalla primavera o, forse, abbiamo un inverno troppo caldo. Il che non è mai una cosa rassicurante.
Qualunque sia il caso, comunque, è un dato di fatto che ci troviamo di fronte ad una specie comune per la zona mediterranea e per tutta Europa. Talmente famigliare da essere erroneamente considerata una specie autoctona. In pochi, infatti, conoscono la sua vera origine.
Questa pianta composta da fronde folte ed arricchite dagli inconfondibili fiori gialli, proviene niente meno che dall’Australia. Nel 1800, poi, è arrivata da noi ed ha trovato proprio nei paesi mediterranei l’habitat ideale per espandersi e moltiplicarsi.
Questo dipende dal fatto che, almeno per quanto riguarda le temperature, la mimosa è una pianta piuttosto esigente. In sostanza, infatti, non sopporta inverni troppo rigidi.
Altro grande nemico, poi, è il vento gelido che può soffiare nei mesi più freddi. Per questo motivo, nel caso si abbiano delle piante esterne in vaso, si consiglia di porle sempre al riparo quando le temperature stanno calando.
Per quanto riguarda il resto, poi, non richiede grandi attenzioni, se non per quanto riguarda la composizione del terriccio a seconda che si coltiva a terra o in vaso. Come premio per queste forme di dedizione, la mimosa regala l’immagine gioiosa dei suoi rami vivacizzati dal giallo dei fiori ed un profumo riconoscibile tra mille.
Per godere di tutto questo, però, è fondamentale prestare attenzione ad una fase importante come la potatura. Vediamo insieme come portarla a termine nel migliore dei modi.

1. Mimosa, caratteristiche della pianta

Se c’è un fiore che una donna conosce molto bene, oltre la rosa, questo è sicuramente la mimosa. Nonostante ciò, però, non tutti conoscono le caratteristiche che, effettivamente, definiscono questa pianta.
Per questo motivo, prima di addentrarci nella tecnica della potatura, vale la pane saperne di più. Ovviamente tutti sanno che la mimosa ha il pregio di produrre dei fiori gialli molto profumati. Non altrettanto noto, invece, è che questi si sviluppano in formazioni chiamate pannocchie.
Ognuna di loro, poi, è composta da un numero importante di capolini morbidi. Questi possono arrivare fino ad un numero di 100 per ogni “pannocchia” o grappolo.
Per completare l’identikit di una mimosa standard, poi, possiamo anche dire che la pianta tende a non superare mai i 10 metri di altezza. Le foglie, invece, sono lunghe 12 cm e vengono formate da una serie di elementi più piccoli. Il loro colore è molto simile a quello dell’argento.
Stabilito questo, la domanda essenziale da porsi è: di cosa ha bisogno una mimosa per crescere rigogliosa? Iniziamo con il dire che ci troviamo di fronte ad una specie a crescita rapida. Il che vuol dire, in cifre, assistere ad una evoluzione in altezza dai 50 cm ad 1 metro l’anno
Perché questo si realizzi, però, è essenziale avere determinare condizioni. Due di queste sono ambienti soleggiati e terreni neutri con un tocco di acidità. In questo caso la pianta fiorirà senza problema da da gennaio a marzo nelle zone a clima temperato. Per quanto riguarda il nord, invece, la fioritura arriverà verso febbraio.
Per finire, poi, è bene sapere che esistono diverse varietà di mimosa. Tra queste la più comune è quella che viene chiamata delle 4 stagioni. Questa tipologia preferisce terreni ricchi di calcare e riesce a fiorire anche più volte nel corso dell’anno. Nello specifico nel periodo che va da maggio a settembre.
2. La coltivazione della mimosa

Da quanto detto fino a questo momento abbiamo capito che la mimosa è una pianta amante delle temperature più calde. Per questo motivo, dunque, resiste senza problemi alla siccità e non sopporta la somministrazione eccessiva d’acqua.
Nonostante questa caratteristica, però, è bene fare un’eccezione per piante più giovani. Queste, infatti, hanno bisogno di essere innaffiate regolarmente per le prime due estati. In sostanza fino a quando gli arbusti non hanno attecchito in modo corretto.
Per quanto riguarda la manutenzione delle mimose adulte, è fondamentale ricordare di non vangare mai ai loro piedi. In questo modo, infatti, si evita di danneggiare le radici e far crescere dei germogli imprevisti.
Come mantenere, a questo punto, la pulizia intorno alla pianta? Il modo migliore è rappresentato dalla pacciamatura. Oltre a questo, poi, è bene ricordare di aggiungere del concime comportato alla termine della stagione invernale. Questo servirà a dare nuovo vigore alla pianta durante i mesi meno propensi al suo sviluppo.
Non dimentichiamo, infatti, che la mimosa soffre molto le temperature più rigide. Per questo motivo, in alcuni casi si consiglia la coltivazione in vaso. In questo modo, infatti, è possibile mettere al riparo la pianta da possibili gelate.
3. La potatura, come e quando

Siamo arrivati al momento della potatura. Una fase che richiede un pò di attenzione, procedendo senza fretta e nei giusti tempi. Questo vuol dire, ad esempio, che la mimosa non può essere potata prima della fioritura di marzo. Per quanto riguarda l’aspetto propriamente tecnico, è bene sapere che deve avvenire attraverso un coltello e mani.
L’utilizzo di un paio di forbici, infatti, potrebbe solamente danneggiare in modo irreparabile il legno.
Oltre a questo un altro aspetto fondamentale è il taglio. questo, infatti, dei rdeve avvenire a metà o a 2/3 rami sfioriti in prossimità di un nodo. Per quanto riguarda la mimosa delle 4 stagioni, invece, ricordate che è possibile intervenire anche in primavera.
Diverso il trattamento da riservare ai rami secchi. Questi, infatti, vanno eliminati completamente attraverso l’uso di cesoie ben affilate e disinfettate.
Terminiamo con le mimose giovani. Anche queste vanno potate una volta l’anno, preferibilmente in primavera. Per quanto riguarda. invece, le foglie secche, possono essere eliminate durante l’arco delle quattro stagioni senza alcuna preferenza.
La mimosa, potatura: foto e immagini
Con i suoi rami inondati di fiori gialli, la mimosa è uno dei messaggeri della primavera. Sfogliamo le immagini in galleria per ammirare la brillantezza delle sue fronde.