Carpino – Carpinus betulus

 

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Il Carpino è un albero deciduo coltivato a scopo ornamentale nei parchi pubblici e nei giardini privati come esemplari singoli o in gruppi per realizzare siepi di recinzione.

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Caratteristiche del Carpino – Carpinus betulus

Il Carpino, nome scientifico Carpinus betulus, è un albero della famiglia delle Betulaceae originario dell’America, dell’Asia e diffuso soprattutto in Europa occidentale. In Italia, il Carpino lo si trova come albero spontaneo fino a circa 900 metri di altitudine nei boschi freschi e umidi (mesofili) misti anche a querce e faggi.

Il Carpino, anche se non è un albero molto longevo, in poco tempo può superare anche i 20 metri di altezza, ed è dotato di un robusto apparato radicale di tipo fascicolato che lo ancora saldamente al terreno. Il tronco e i rami sono ricoperti da una corteccia di colore grigio chiaro


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Carpino-Foglie

 

Le foglie, ovate e oblunghe, presentano nervature particolarmente pronunciate con margini seghettati, pagina superiore di colore verde scuro e quella inferiore verde chiaro.

Carpino-foglie-foliage

Anche il Carpino come tanti altri alberi decidui dà il suo contributo allo spettacolare foliage autunnale con il colore rosso-arancio che assumono le sue foglie prima della caduta. In generale le foglie del Carpino iniziano sui rami più bassi mentre la chioma resta compatta e verde.

Carpino-infiorescenze

I fiori, riuniti in particolare infiorescenze penduli, sono di due tipi: i maschili sono amenti giallastri allungati e penduli, mentre quelli femminili, da eretti diventano anch’essi penduli,  sono di colore bianco e si distinguono da quelli maschili perchè disposti a coppia.

 

I frutti si presentano come piccoli nocciuoli, avvolti da brattee fogliari trilobate di grandi dimensioni. I frutti sono portati ciascuno su di un’ala formata da tre lobi e si mostrano pendenti dai rami in gruppi che rendono l’albero assai decorativo e da un bell’impatto estetico nel corso dell’autunno.


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Fioritura del Carpino: questo bellissimo albero ornamentale fiorisce in primavera avanzata tra aprile e maggio. Questi hanno sesso maschile e femminile e si dispongono in infiorescenze pendenti, i cui petali sono di un colore bianco-giallastro. I fiori di sesso maschile si riconoscono per la maggior estensione, comprendono da 6 a 12 stami su di un?unica brattea. Quelli femminili sono a coppie su una brattea e con il frutto formano una brattea triloba, tipica della specie.

Carpino-coltivazione

Coltivazione del Carpino

Esposizione: è un albero che ama i luoghi luminosi e soleggiati ma cresce forte e rigoglioso anche a mezz’ombra. Non teme il freddo dell’inverno e si adatta bene anche al caldo dell’estate.


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Terreno: anche se non esige particolari tipi di terreno, il substrato di coltivazione ottimale è quello profondo, sciolto e calcareo. E’ suscettibile infatti al suolo troppo compatto ed eccessivamente umido.

Annaffiature: si tratta di un albero che si accontenta delle piogge ma comunque irrigato nei periodi di siccità solo quando il terreno è completamente asciutto da più giorni. In estate le annaffiature possono essere praticate  nebulizzando le foglie con acqua a temperatura ambiente. Le irrorazioni fogliari sono utili per evitare infestazioni da parte del ragnetto rosso un parassita animale che come è noto prospera nelle chiome scarsamente arieggiate e in ambienti troppo caldi e secchi.

Concimazione: nel periodo primavera-autunno somministrare alla base del terreno del concime granulare a lento rilascio ricco in fosforo (P) e potassio (K). Le concimazioni vanno sospese in inverno stagione in cui anche il carpino come la maggior parte delle altre piante entra in riposo vegetativo o dormienza.

Carpino bianco

Moltiplicazione o Propagazione del Carpino

In natura la pianta si riproduce per seme in autunno ma può essere propagata in primavera per via agamica mediante talea semilegnosa o per margotta

Riproduzione per seme

La semina del Carpino si pratica nel mese di settembre in semenzaio protetto dal freddo.

I semi vanno interrati in un un substrato specifico mantenuto umido fino a germinazione avvenuta che generalmente richiede mesi. Le nuove piantine faranno la loro comparsa in primavera e solo nell’autunno successivo, quando saranno abbastanza robuste per essere maneggiate potranno essere trasferite in singoli vasi ed allevate in essi e sempre in luogo protetto (vivaio) per almeno 2-3 anni prima di essere messe a dimora definitiva.

Propagazione per talea e margotta

In primavera, con l’ausilio di attrezzi specifici ben affilati e disinfettati si prelevano dalla pianta madre dei rametti semilegnosi sani che privati dell’estremità apicale, si mettono a radicare in un terriccio composto di torba e sabbia in parti uguali.

La propagazione per margotta del carpino si pratica su rami dell’anno e il periodo migliore è la primavera. Per un buon esito di tale operazione il ramo da margottare va scorticato asportando un anello di corteccia nella zona che deve essere ricoperta dal substrato umido. La rizogenesi ovvero la comparsa delle radici sul ramo è segno che la propagazione ha avuto successo e che il ramo può essere reciso dalla pianta e messo a dimora definitiva sempre con tutto il pane di terra per evitare che le fragili radici subiscano traumi.

Impianto o messa a dimora del Carpino

Il trapianto delle piante in piena terra si effettua in autunno in buche leggermente più profonde e più larghe del pane di terra che avvolge l’apparato radicale. Il sesto d’impianto prevede che le piante vengano poste a distanza di 40 centimetri sulla fila e circa 25 -30 tra le file.

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Potatura del Carpino

Gli interventi di potatura si praticano due volte sugli esemplari giovani: il primo più leggero si effettua nel mese di luglio mentre il secondo più deciso nel mese di Agosto. Gli esemplari cresciuti e vigorosi invece si potano a seconda del tipo di allevamento a cui sono destinati. Se si tratta di una siepe, per mantenerla compatta si pota due volte l’anno, all’inizio di giugno e nella prima decade di settembre. Ogni anno si accorciano a 40 cm di altezza i rami più interni effettuando dei tagli obliqui sopra una gemma rivolta verso l’esterno. Le ferite inferte dai tagli vanno protette con un po’ di resina bianca per evitare che possano essere veicolo di malattie fungine e marciume causato dai ristagni idrici delle annaffiature o delle piogge persistenti.
Il Carpino allevato ad albero come esemplare singolo invece si pota solo una volta l’anno, nel mese di marzo per consentire il ringiovanimento della chioma. Si eliminano con tagli decisi e netti solo i rami secchi e quelli spezzati dal vento.

armillaria-fungo

Parassiti e malattie del Carpino

Il carpino è un albero abbastanza rustico e raramente viene attaccato dai parassiti animali come afidi e cocciniglie. Tra le malattie fungine è sensibile alla Ruggine che forma vistose macchie rosso-brune sulle foglie. L’apparato radicale e il tronco vengono danneggiati in maniera anche molto seria dallo sviluppo di colonie di funghi appartenenti alla famiglia dell’Armillaria la stessa dei chiodini.

Carpino-usi

Utilizzi del Carpino

Per il suo aspetto elegante, il Carpino viene largamente impiegato a scopo ornamentale per creare nei parchi pubblici viali alberati e zone in cui godere la frescura nelle calde giornate estive e nel periodo autunno-inverno ammirare la grandezza della natura quando le sue foglie mutano di colore dal verde al giallo oro e cadendo formano sul suolo folti e suggestivi tappetti.

Il legno di Carpino veniva e viene ancora oggi utilizzato per la sua compattezza e per la sua tenacità per realizzare assi per ruote, mazzuoli, denti di ingranaggi dei mulini, strumenti musicali, per i caratteri da stampa e come ceppi da ardere nel camino o nelle stufe a legna.

Carpino-tronchi

Varietà di Carpino

Tra a le varietà più diffuse di Carpino si annoverano:

il Carpino bianco o Carpino betulus, un albero molto longevo, alto circa 30 metri con corteccia grigia e rami di colore grigio-mattone ricoperti da foglie sono ovali con margini dentellati. Sviluppa una chioma piramidale e ben si adatta ad essere allevato come siepe.

il Carpino nero, Ostrya carpinifolia, un albero originario dell’Asia Minore caratterizzato da una crescita molto lenta e generalmente non supera i 15 metri di altezza. La corteccia è nera; le foglie sono ovate-ellittiche; la chioma è ovale; i frutti sono penduli e formati da brattee sovrapposte come  quelli del Luppolo. Questa varietà predilige il clima temperato e i luoghi ben riparati dai venti.

Carpino nero

Curiosità

Anticamente ed ancora oggi vengono realizzate recinzioni di carpino miste a piante di biancospino e di rosa canina per tenere unito unito il bestiame da pascolo.

Galleria foto Carpino

Laura Bennet
  • Laureata in scienze biologiche
  • Insegnante di ruolo
  • Autore specializzato in Botanica, Biologia e Cucina
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