Amarine Belladiva – Amarine

Laura Bennet
  • Dott. in scienze biologiche

Amarine-Belladiva

L’ Amarine Belladiva è una bulbosa autunnale che produce grappoli di fiori rosa simili largamente commercializzati anche come fiori recisi.

Caratteristiche generali delle Amarine

Le Amarine sono bulbose della famiglia delle Amaryllidaceae originarie del Sud Africa. Sono cultivar ibride ottenute dall’incrocio tra Amaryllis belladonna e Nerine coltivate prevalentemente per la commercializzazione dei fiori recisi.

I bulbi, simili a cipolle,  si estendono producendo vari bulbilli, un fogliame molto decorativo di colore verde e  lunghi steli cilindri eretti, glabri di colore verde-rossastro che portano corimbi fiori profumati, vistosi e molto longevi.

Le foglie sono nastriformi, coriacee, glabre e a margini interi. Sono disposte una davanti all’altra, spuntano generalmente dopo i fiori e seccano non appena il bulbo entra in riposo vegetativo.

Gli steli sono lunghi tubuli cilindri eretti, glabri di colore verde-rossastro che portano corimbi fiori profumati, vistosi e molto longevi.

I fiori dell’Amarine Belladiva hanno la forma di giglio con tepali di colore rosa brillante, bianchi o rossi, ovati-lanceolati con margini lisci. I petali, fusi alla base, formano un corto tubulo dal cui centro sporgono lunghi stami con antere bianche. Ogni infiorescenza è formata da 7-15 fiori ed è portata da uno stelo alto circa 60 cm che sovrasta il fogliame.

I frutti sono capsule loculicide subglobose contenenti generalmente un solo seme per loculo.

I semi freschi sono fertili, di colore rosso verde e con forma da globosa ad ovoidale. Possono essere raccolti direttamente dalle capsule e utilizzati per la semina.

Fioritura

Le Amarine producono spettacolari fioriture per tutto l’autunno, generalmente da Settembre a Novembre.

Amarine-bulbosa

Coltivazione delle Amarine

Esposizione

Amano una posizione soleggiata al riparo dei forti venti, tuttavia crescono bene e prolungano la fioritura se poste a mezz’ombra. Anche se sono piante abbastanza rustiche, nelle zone fredde, al termine della fioritura, vanno protette dal gelo con una pacciamatura di paglia o altro materiale isolante soprattutto se  le temperature sono inferiori ai -10°C.

Terreno

Il terreno ideale, a pH neutro o alcalino, deve essere un un miscuglio gessoso ben drenato misto a sabbia. e ricco di nutrienti essenziali per la fioritura. Il contenuto di gesso agricolo (solfato di calcio biidrato ottenuto dall’estrazione e dalla successiva lavorazione del minerale gessoso) agisce come fertilizzante naturale, migliora la qualità del suolo e favagisce la fioritura.

Annaffiature

Le Amarine vanno annaffiate regolarmente fin dalla ripresa vegetativa, soprattutto nei periodi siccitosi facendo attenzione ai ristagni idrici nel terreno o nel sottovaso per scongiurare il rischio del marciume dei bulbi e delle radici. Gli apporti idrici vanno sospesi del tutto nel periodo invernale e in estate stagione in cui i bulbi vanno in dormienza.

Concimazione

Necessitano di un concime ricco di di fosforo (P) e potassio (K) da metà fioritura fino all’appassimento delle foglie, in media ogni 15 giorni se si utilizza un fertilizzante liquido opportunamente diluito nell’acqua delle annaffiature  secondo le dosi consigliate sulla confezione del produttore.

Amarine-fiori

Amarine: coltivazione in vaso

Sono piante adatte anche ad essere coltivate in vaso su balconi e davanzali della propria casa. Il vaso o altro contenitore va riempito con un miscuglio di torba, terriccio universale, sabbia o ghiaia grossolana. I bulbi vanno piantati con la metà inferiore del bulbo sotto il livello della superficie con le radici distese e distanziati gli uni dagli altri 10-15 cm. Dopo l’impianto si bagna il terreno e si mette il vaso in posizione soleggiata. Le annaffiature vanno praticate fino a quando le foglie sono verdi e sospese quando iniziano a seccare. Vanno concimate ogni due settimane nel periodo invernale e primaverile.

Rinvaso

Le Amarine vanno rinvasate solo se hanno occupato tutto lo spazio disponibile, generalmente ogni 2-3 anni perché sono piante che non amano cambiamenti. Vanno trasferite in un contenitore più largo facendo attenzione a non danneggiare le delicate radici. Se vengono divise si può utilizzare lo stesso vaso ma nuovo terriccio fresco e ricco di nutrienti.

Moltiplicazione delle Amarine

Queste splendide piante come altre varietà di bulbose possono essere riprodotte per divisione dei bulbi e per seme.

Propagazione per divisione dei bulbi

I bulbilli possono essere separati dal bulbo centrale, preferibilmente in autunno e mediamente ogni 3 4 anni. I bulbilli vanno separati solo se si staccano facilmente da quello madre e facendo attenzione a non danneggiare le delicate e sottili radici carnose.

Semina

La semina si effettua in maggio utilizzando i semi freschi. I semi si interrano superficialmente, circa 5 mm, in una miscela composta specifica mista a sabbia. Le prime foglie dovrebbero comparire quando vengono annaffiate profondamente e completamente. In seguito, è sufficiente innaffiare ogni due settimane. Le piante nate da seme produrranno i fiori dopo 3 o 4 anni.

Impianto dei bulbi

I bulbi delle Amarine si impiantano in aprile-maggio, in piena terra o in vaso dopo averli disinfettati a titolo con un po’ di polvere antifungina. Vanno posti in buche ben drenate, distanziate tra loro almeno 15 cm, a pochi cm di profondità, con gli apici liberi e ad affioranti qualche centimetro sulla superficie del terreno. Una volta impiantati vanno annaffiati con moderazione e poi con regolarità non appena iniziano a spuntare i germogli per mantenere umido ma non fredicio il terreno di coltivazione.

Abbinamenti

Le piante di Amarine si accostano perfettamente con altre piante a fioritura autunnale che hanno le stesse esigenze colturali come dalie o crisantemi.

Potatura

Le Amarine non si potano ma per prolungare la fioritura è bene recidere alla base del terreno gli steli con i fiori appassiti. Le foglie vanno asportate invece solo quando sono completamente secche per consentire ai bulbi di immagazzinare con la fotosintesi le sostanze nutrive utili per la ripresa vegetativa.

Parassiti e malattie delle Amarine

Le piante di Amarine come le altre bulbose sono sensibili all’attacco di malattie fungine. Temono specialmente lo Stagonospora Curtisii, un fungo che si manifesta con macchie rosse tondeggianti soprattutto a carico delle foglie. Nemici di queste bulbose sono anche  alcuni acari come il ragnetto rosso che provocano l’ingiallimento delle foglie con le ragnatele che tessono su tutte le parti . e possono attaccare tutta  la pianta, se si notano foglie ingiallite e ragnatele vanno trattate con insetticidi specifici

Cure e trattamenti

In zone soggette a intense gelate i bulbi lasciati a dimora vanno protetti con una pacciamatura di paglia o foglie secche mentre quelli in vaso vanno trasferite in serra o in un locale fresco.

Per prevenire gli attacchi fungini è bene piantare i bulbi in un un terriccio nuovo e in contenitori lavati con la candeggina se utilizzano gli stessi.

I bulbi estratti da terreno vanno lavati con acqua calda(40-45°C), asciugati all’aria, trattati con fungicidi, poi conservati nella segatura in un luogo asciutto e buio fino al momento dell’impianto.

Amarine belladiva

Varietà di Amarine

Ci sono diverse varietà di Amarine che differiscono in altezza e per il rosa più o meno intenso dei fiori.

Amarine Belladiva

Si tratta di una cultivar ottenuta dall’incrocio tra Amaryllis belladonna e Nerine, destinata all’industria dei fiori recisi. Gli steli portano corimbi formati da 10 fiori rosa intenso che durano particolarmente a lungo sia sulla pianta che recisi in vaso.

Amarine Belladiva Anastasia

Questa specie di bulbosa ha foglie verdi brillanti e produce bellissimi fiori con tetali rosa carico con una venatura centrale in tonalità più intensa alla base. va coltivata al pieno sole nel terreno ben drenato e arricchito di potassio (K). Si riproduce facilmente per divisione dei bulbi che vanno impiantati superficialmente, con l’apice verso l’alto.

Amarine tubergenii Zwanenburg

Amarine tubergenii ‘Zwanenburg’ è una bulbosa perenne della famiglia delle Amaryllidaceae alta dai 70 ai 90 cm. Ha foglie eleganti lucide di colore verde brillante. In autunno, da settembre a novembre, produce fiori rosa intenso portati su lunghi steli che si sviluppano prima delle foglie. Preferisce il pieno sole, ama il terreno terreno ricco e ben drenato. E’ ideale per le bordure fiorite e come pianta ornamentale da vaso.

Amarine smilla

Questa varietà originaria dell’Olanda raggiunge un’altezza di circa 75 cm. In pieno vigore vegetativo forma un elegante cespo di foglie coriacee di colore verde scuro. In autunno, per oltre un mese, regala grandi infiorescenze composte da fiori a forma di giglio con sepali di un bel rosa carico, longeve anche recise. Può essere coltivata facilmente sia in vaso che in terra al sole o a mezz’ombra nel terreno ricco e ben drenato. Anche se resiste fino a -10° C, in inverno i bulbi vanno protetti dalle gelate intense con una pacciamatura di paglia o foglie secche.

Amarine Belladiva Emanuelle

Questa varietà di Amarine produce fiori molto longevi di colore bianco o rosa tenue portati da steli cilindrici alti circa 50 cm. Va coltivata al pieno sole o a mezz’ombra nel terreno mediamente umido, soffice, ben drenato e ricco di nutrienti soprattutto potassio in estate. Come per la varietà i bulbi si impiantano a poca profondità avendo cura di lasciare affiorare la loro punta a pochi millimetri dalla superficie del suolo. Si può anche seminare in primavera nel terriccio specifico. I fiori recisi di questa specie trovano largo impiego per abbellire l’interno della casa.

Usi

Le piante di Amarine sono ideali per la coltivazione sui terrazzi, nei giardini anche quelli costieri per realizzare bordure o aiuole fiorite.
I fiori recisi sono longevi e vengono  commercializzati su scala industriale in mazzi singoli o in splendide confezioni floreali.

Tossicità

Le Amarine possono essere tossiche per l’uomo e gli animali domestici.Il bulbo e le foglie contengono alcaloidi sostanze che per ingestione provocano convulsioni, tremori, vomito e diarrea.

Curiosità

L’epiteto generico Amarine deriva dall’unione dei due nomi Amaryllis e Nerine.
Il nome comune più dato alla pianta è Giglio di Guernsey in riferimento all’isola di Guernsey, dove è largamente diffuso.

Galleria foto Amarine