Via libera della Camera al Piano Casa: ecco cosa cambia per milioni di famiglie

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Erika Fameli
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La Camera ha approvato il Piano Casa e ora si va verso la conversione in legge, che dovrà avvenire entro il 6 luglio prossimo. Riepiloghiamo quali sono le materie principali che tratta il pacchetto di misure e quali sono le famiglie che interessano maggiormente.

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Condominio
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Dopo mesi di discussioni, emendamenti, modifiche e dibattiti, la Camera ha approvato il Piano Casa con 165 voti a favore, 117 contrari e 5 astenuti. La parola passa ora al Senato, che dovrà convertirlo in legge in via definitiva entro il 6 luglio. Considerando i tempi piuttosto stretti, difficilmente ci saranno nuove modifiche, e in linea di massima si può già intravedere il testo definitivo della misura.

Il Piano Casa vanta circa 1 miliardo di euro di stanziamenti, e si focalizza sulle case popolari e sull’edilizia convenzionata. Si tratta di un pacchetto di misure che impatterà enormemente sulle famiglie italiane, soprattutto quelle con i redditi più bassi e quelle che rientrano nella cosiddetta zona grigia. In particolare, infatti, il Piano Casa interviene su:

  • case popolari,
  • edilizia convenzionata,
  • affitti per determinate categorie di persone.

Approvato il Piano Casa

Condominio
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Come ormai ben noto, il Piano Casa si rivolge sia alle famiglie con i redditi più bassi, che a quelle che invece rientrano nella zona grigia, con l’intento di intervenire sulla crisi abitativa e mettere a disposizione un gran numero di nuovi alloggi. Partendo dalla zona grigia, si tratta di una fascia di reddito che rimane fuori dalle case popolari per via di un ISEE troppo alto, ma che allo stesso tempo non riesce a consentire un accesso al mercato immobiliare standard. Solitamente queste famiglie rimangono fuori da bonus e agevolazioni, ma ora hanno la possibilità di ottenere degli alloggi a canone calmierato (più basso del mercato standard, ma più alto rispetto a quelli delle case popolari).

Per farlo, si deve dimostrare che l’affitto di un alloggio al prezzo di mercato richiederebbe più del 30% del reddito (soglia di sostenibilità). Inoltre, si deve avere un reddito ISEE superiore a 20.000 euro, ma inferiore a 5 volte il valore del costo annuale del canone calmierato. Altri beneficiari saranno poi i dipendenti pubblici (insegnanti, personale sanitario e membri delle forze di polizia). Infine, per i costruttori che investono 1 miliardo di euro sono previsti sconti sulle procedure amministrative e iter più rapidi. C’è da specificare, poi, che gli investitori coinvolti nei progetti urbanistici misti dovranno vendere o affittare almeno il 70% degli alloggi a prezzi ridotti (il 33% in meno rispetto alla media di mercato della zona), e mantenere il prezzo calmierato per almeno 30 anni. Sulle rimanenze, potranno applicare i prezzi che vorranno.

Le novità per le case popolari

Condominio, Assemblea
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Altro punto cruciale del decreto sono gli interventi dedicati alle case popolari. Chi vive già in una casa popolare, rispettando determinate condizioni e limiti, potrà acquistare l’immobile che abita, mentre per chi è ancora in attesa di un alloggio, il Piano Casa prevede la ristrutturazione di 60.000 abitazioni popolari entro un anno, per cui è stato istituito un fondo apposito.

Si tratta del Fondo Housing coesione, che parte da una base di stanziamento di 100 milioni e che in futuro raccoglierà risorse pubbliche da vari enti, progetti, iniziative europee, ecc. Infine, il decreto rifinanzia con 8,5 milioni di euro per il 2026 il fondo per gli affitti degli studenti fuori sede, misura che supporta gli ISEE inferiori a 20.000 euro e non riceve altri aiuti pubblici per la casa.

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