Riscattare una casa popolare: come si fa e quanto costa

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Come si fa a riscattare una casa popolare e farla diventare di proprietà? In molti pensano che questa sia un’operazione impossibile, ma la legge ammette il riscatto degli immobili di edilizia residenziale pubblica, a patto che si rispettino determinati requisiti e le normative vigenti non solo a livello nazionale, ma anche locale.

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Le case popolari sono immobili residenziali di proprietà di enti, che vengono assegnati alle famiglie con le maggiori difficoltà economiche e con le situazioni sociali più svantaggiate. L’assegnazione delle case popolari avviene, quindi, su una base di necessità, e una volta assegnata, la casa può passare di padre in figlio seguendo le debite procedure dopo il decesso del primo assegnatario. Stando così le cose, si può essere portati a pensare che le case popolari siano destinate a rimanere per sempre proprietà dell’ente.

In realtà, non è così. La legge infatti ammette il riscatto di una casa popolare, a patto che sussistano determinate condizioni e che si rispettino le normative sia nazionali che locali. Ecco come si deve fare e, soprattutto, quanto costa riscattare una casa popolare per farla diventare, una volta per tutte, una casa di proprietà. Come tale, la casa si può anche vendere.

Riscattare una casa popolare

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La prima cosa che c’è da dire sul riscatto di una casa popolare, è che questo non può avvenire per iniziativa dell’assegnatario. Infatti, il primo passo deve essere fatto dall’ente proprietario, che deve emettere un bando per la vendita dell’immobile. A regolare il tutto è la Legge n.560/1993, che tratta appunto le norme in materia di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Successivamente, per poter riscattare una casa popolare, si deve partecipare al bando ed essere in possesso di determinati requisiti indispensabili:

  • essere l’assegnatario dell’immobile o un familiare convivente;
  • vivere nell’immobile da almeno 5 anni;
  • essere in regola con i canoni di locazione;
  • avere un reddito inferiore ai limiti imposti dal bando (si parla comunque di redditi bassi);
  • avere la cittadinanza italiana, europea oppure il permesso di soggiorno;
  • essere residente nel Comune in cui sussiste l’immobile;
  • non si deve essere proprietari di altri immobili idonei all’abitazione del nucleo familiare.

Quanto costa il riscatto

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Stabilire con precisione quanto costa riscattare una casa popolare è quasi impossibile. Le variabili in gioco infatti, sono davvero troppe per poter fare una stima di massima che valga per tutti. Innanzitutto, c’è da considerare il mercato immobiliare della zona di riferimento: l’ubicazione dell’immobile, il suo stato di conservazione, la metratura e via dicendo. Quello che è certo, però, è che gli immobili di edilizia residenziale pubblica vengono venduti ad un prezzo inferiore a quello di mercato, per cui il vantaggio economico è sicuramente interessante.

Molte città stanno ampliando il proprio stock di case popolari per far fronte all’emergenza abitativa, come ad esempio Roma. Nella Città Eterna arriveranno presto nuovi alloggi, e sono già in atto diverse iniziative per l’housing sociale e il riscatto delle proprietà. Questo modus operandi permette a famiglie con difficoltà economiche di accedere al mercato immobiliare, da cui altrimenti sarebbero escluse. Una volta diventati proprietari di un immobile riscattato, si può anche decidere di venderlo, pur rispettando la normativa vigente e tenendo fede alle tempistiche.

Infatti, quando si riscattta una casa popolare, si deve sapere che questa è vincolata per un certo periodo di tempo (determinato dall’ente e comunque indicato nel bando di acquisto). Inoltre, può capitare anche che l’ente mantenga un diritto di prelazione sulle vendite future.

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