Under 41, è il momento perfetto per andare a vivere in montagna
Gli under 41 che vogliono andare a vivere in montagna non hanno mai avuto un momento migliore per farlo: la nuova legge per il rilancio delle zone montane introduce numerosi vantaggi per chi si trasferisce in uno dei comuni prescelti.

Se alcune città italiane soffrono il sovraffollamento dato dalle opportunità di studio e lavorative, da un maggiore benessere e dalla concentrazione di servizi, altre zone stanno vivendo un vero e proprio spopolamento. Proprio per cercare di porre un freno a questo fenomeno, e per riportare i giovani in quei comuni che lentamente stanno morendo, il Governo ha varato la Legge n. 131/2025, che introduce numerosi incentivi per rilanciare le zone montane.
La legge permette a chi decide di trasferire la propria residenza in uno dei comuni a rischio spopolamento, di ricevere in cambio numerosi benefici di tipo fiscale e anche lavorativo. In primis però, chi andrà a vivere in montagna avrà la possibilità di usufruire di agevolazioni e incentivi per acquistare e ristrutturare la prima casa. Ecco cosa prevede la legge, e quali sono i requisiti per sfruttare questa opportunità.
Andare a vivere in montagna

Andare a vivere in montagna, e vivere la propria vita al ritmo della natura è qualcosa che attira moltissime persone, che però sono bloccate dal farlo dalle molteplici problematiche che si devono affrontare in alta quota: difficoltà a spostarsi durante la stagione fredda, prezzi degli immobili non proprio irrisori e servizi carenti. Grazie alla nuova legge n. 131/2025 però, le cose potranno cambiare: il tax credit casa pensato dal Governo per rilanciare le zone montane colpite dallo spopolamento punta proprio a riportare i giovani nelle aree più critiche. Come? Tramite incentivi fiscali e strumenti amministrativi che facilitano l’accesso al lavoro e il work-life balance.
I punti più interessanti della legge riguardano proprio il lavoro e la casa: sono in arrivo un bonus per il lavoro da remoto e un credito d’imposta per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Per sapere più nel dettaglio quali sono i comuni inclusi nel raggio d’azione delle agevolazioni, si dovrà attendere il decreto attuativo, previsto entro il 20 novembre, che definirà:
- le zone montane e le loro caratteristiche;
- i criteri di concessione dei bonus;
- le modalità operative per le richieste;
- le tempistiche e gli altri dettagli operativi.
Bonus per la prima casa

Riguardo l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa, l’articolo 27 prevede un credito d’imposta proporzionale agli interessi passivi dei mutui ipotecari o fondiari accesi per acquistare o ristrutturare la prima casa nei comuni montani agevolati. Si tratta di una misura valida per tutti gli atti di mutuo stipulati dopo il 20 settembre 2025, e permette di recuperare grazie alla detrazione fiscale tutti gli interessi del mutuo, per 5 anni. I beneficiari di questa agevolazione sono gli under 41 e tutti gli immobili non signorili, castelli o palazzi storici (ossia tutti gli immobili di lusso).
Il credito non si può sommare ad altre misure di sostegno fiscale, come ad esempio le agevolazioni per il personale sanitario o scolastico che lavora in montagna, e nemmeno con la detrazione IRPEF standard sugli interessi passivi dei mutui. Si tratta, comunque, di un’opportunità importante per contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione socio-economica delle zone di montagna, ma anche per allontanarsi dal sovraffollamento dei grandi centri urbani, con i loro prezzi folli e il loro costo della vita arrivato ormai a cifre spropositate.