Tutela legale per le occupazioni abusive: ecco quando scatta

Autore:
Erika Fameli
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Tempo di lettura: 4 minuti

Quando scatta la tutela legale per le occupazioni abusive? Quando, ossia, si può chiedere ad un giudice la restituzione di una casa occupata abusivamente? La materia è più complessa di quello che può sembrare, poichè gli strumenti di tutela variano in base ai singoli casi, ma cerchiamo di fare chiarezza.

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A fare luce su quali sono i casi che consentono al titolare di una casa di chiedere la tutela legale per avere il proprio immobile indietro, è il team di HospitalityLaw Lab, un gruppo di esperti specializzati nel mercato immobiliare e nell’ospitalità. In particolare, gli avvocati chiariscono innanzitutto cosa sia l’occupazione, e di che tipo può essere, poichè proprio in base a questo cambiano le conseguenze e gli strumenti giuridici che si hanno a disposizione.

Premettendo che il diritto di proprietà è un diritto assoluto, e che come tale consente al titolare della proprietà di tutelarsi tramite vie legali quando una terza persona che non gode alcun diritto sul suo immobile se ne appropria indebitamente. Inoltre, la legge prevede che il proprietario possa chiedere un risarcimento del danno, oltre che la restituzione del bene. Vediamo però quali sono i casi specifici in cui scatta la tutela, e quando un’occupazione abusiva può configurarsi come un reato vero e proprio.

Tipi diversi di appropriamento

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Innanzitutto, è necessario specificare che la legge prevede tre tipi diversi di occupazione:

  • una terza persona occupa e vive l’immobile senza averne alcun diritto;
  • una terza persona, con cui il proprietario ha stipulato un contratto che la legittima a disporre della casa, ne gode, ma il contratto viene messo in dubbio o ritenuto inefficace;
  • una terza persona continua a godere dell’immobile anche dopo la scadenza del contratto valido ed efficace stipulato con il titolare.

Come già anticipato, il diritto di proprietà è un diritto assoluto, per cui violarlo equivale a commettere un reato. E non è un caso che a parlare dell’inviolabilità e dell’integrità della proprietà immobiliare sia proprio il Codice Penale. Infatti, all’articolo 633, comma 1, il testo dice che:

“chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 euro a 1032 euro”.

In questo modo la legge tutela il proprietario contro l’occupazione e il godimento dei suoi beni da parte di una terza persona che, in questo senso, non possiede alcun titolo autorizzativo. Quando è, quindi, che scattano le tutele?

Quando scatta la tutela legale per le occupazioni abusive?

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Le tutele scattano ogni volta che si verifica uno dei casi sopra esposti, e in base al caso specifico, ci si può muovere in diversi modi. Sul piano del diritto civile ci sono i procedimenti sommari, quelli più chiari, dove ci sono tutti i presupposti che richiede la legge, e quelli invece che implicano un’azione giudiziaria, dove la situazione è più complessa. In entrambi i casi si tratta di pratiche piuttosto lunghe, e il proprietario deve passare per una mediazione, prima di avviare il procedimento giudiziale.

Le occupazioni più frequenti sono quelle che rientrano nel raggio d’azione degli affitti, ecco perché è sempre della massima importanza non portare mai avanti un affitto senza contratto. Se per qualsiasi motivo poi, il contratto sia già in essere ma non sia stato registrato, si può ricorrere al ravvedimento operoso per regolarizzare la situazione.

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