Sanatoria edilizia 2024: chi può chiederla e quanto costa

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 4 minuti

Sanatoria edilizia sempre in aria di invocazione a gran voce da parte degli italiani. Si attende a breve una revisione dell’attuale normativa in essere che ha portato già a qualche bozza di quella che potrebbe definirsi la prossima bonifica nel comparto delle costruzioni.

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Sanatoria edilizia: ecco quando si rende necessaria

Potrebbe capitare di doversi trovare in una posizione difficile, quando per un controllo, o all’atto della presentazione di una variante edilizia, di scoprire che la propria casa risulti essere priva di tutte quelle conformità di legge? Cosa fare a questo punto? Il cosiddetto stato legittimo dell’immobile viene definito nel momento in cui lo stato di fatto della costruzione, risulti essere perfettamente in linea con il progetto depositato.

Ecco quindi che quando non vi sia l’esatta correlazione tra il progetto edile presentato e approvato dal Comune e la reale costruzione, si manifestano difformità edilizie e abusi. Purtroppo lo scorrere del tempo non gioca a favore di tali difformità, tanto è vero che anche a distanza di 50 anni, può essere oggetto di sanzioni, da parte della Pubblica Amministrazione.

L’ordine di demolizione viaggia di pari passo con le sanzioni amministrative, rendendo così l’immobile invendibile senza la scappatoia della prescrizione. Da non dimenticare poi che al momento della presentazione di una SCIA o di una CILA, lo stato legittimo resta comunque un tassello imprescindibile che ne determina la formulazione, in ogni caso.

Pertanto sarà fondamentale in questi casi, cogliere al volo le eventuali sanatorie edilizia, per poter mettere in regola ciò che difforme al progetto originario, senza così incorrere in sanzioni o rischio demolizione.

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Quando si può parlare di tolleranze

Vi è una soglia di difformità progettuale, che rientra nella tolleranza consentita, in fase di controllo. Entro la quota del 2% si assiste ad una tolleranza costruttiva dove vanno a rientrare le irregolarità geometriche e quelle rifiniture strutturali di piccola entità. Anche nel caso poi che vi sia una diversa disposizione dell’impiantistica interna o di opere murarie di minore entità ( un tramezzo, o la disposizione di una stanza), viene chiamata in causa la tolleranza edilizia, a patto che non venga comunque pregiudicata l’agibilità abitativa.

Tipologie di abuso edilizio

Di fatto si assiste a due tipologie fondamentali di abuso, in ambito edilizio:

  • quando si va a violare la normativa urbanistica in vigore (scatta la sanzione demolitoria)
  • quando sono state realizzate opere senza permesso formale, l’abuso in questo caso si definisce documentale

Resta inteso però che le sanzioni, Regolate dal Testo Unico Edilizia, scattano quando:

  • si costruisce malgrado il permesso sia stato annullato
  • si realizzino opere difformi in parte dal titolo edilizio
  • si attuino importanti variazioni alla licenza di costruzione
  • opere edili realizzate in totale assenza del permesso di costruire o totalmente difformi
Edilizia, Costruzioni
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Quando non serve la sanatoria ma si risolve pagando

Attraverso la consultazione del Testo Unico Edilizia si apprende che vi è anche la possibilità (resta possibile dalla Pubblica Amministrazione) di andare a sostituire la demolizione delle opere abusive con ripristino dello stato originario, con una sanzione pecuniaria in alternativa.

La fiscalizzazione dell’abuso inoltre si rende necessario quando siano stati eseguiti interventi con permesso edile annullato, quando vi sia comunque la presentazione di una SCIA, vizi presenti nelle procedure amministrative, o quando ormai non sia più possibile tornare allo stato originario dell’edificio.

Sarà bene seguire le possibilità di condono edilizio, per provvedere nell’immediato a bonificare le eventuali irregolarità, onde evitare di dover invocare l’ennesima sanatoria tombale, sul territorio.