Condono edilizio 2024: ecco cosa si può sanare

Autore:
Laura Scarpellini

Condono 2024 quale ultima possibilità per andare a mettere in regola quegli abusi edilizi, compiuti sulla propria abitazione, e mai sanati. Una buona notizia questa, attesa da molto tempo da coloro che per vari motivi hanno eseguito dei lavori edili pur non avendo le conformità richieste. Vediamo quali sono i casi in cui si potrà accedere al condono, e quelle situazioni che invece, ne resteranno fuori.

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Condono 2024: il perché della sua importanza

Si sta parlando molto nelle ultime settimane dell’avvento del terzo condono edilizio, portante questo il marchio 2024. Di fatto stiamo assistendo ad un’appendice di quelle che sono state negli ultimi anni le ultime disposizioni legislative che hanno consentito di regolarizzare lavori edili, fuori dalle normative vigenti.

Ecco quindi che in passato sono state già sanate opere realizzate senza licenze edilizie o comunque difformi dai progetti originari, ricorrendo ai precedenti condoni. Inoltre in passato si è già provveduto ad andare a regolarizzare costruzioni con licenze decadute, o difformi da quelle originarie.

Ecco quindi che il terzo condono edilizio messo a punto per l’anno 2024, si dovrebbe andare ad inserire in quei dibattimenti originati dai passati condoni, in cui le situazioni non siano state già completamente definite. Ad esempio nel caso di costruzioni ritenute abusive, che sarebbero dovute essere state completate in determinate tempistiche, per poter andare a beneficiare del condono edilizio, già legiferato.

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Vincolo paesaggistico: cosa fare in questi casi

Si deve tenere presente che ci si potrebbe imbattere in edifici soggetti a vincolo paesaggistico. Qui si incappa in un contesto molto complesso che non consente di edificare in aree geografiche ritenute di pregio ambientale.

Tuttavia esiste la possibilità di poter usufruire del condono edilizio 2024, a patto che le difformità da andare a sanare siano state compiute prima che sull’edificio sia sopraggiunta la definizione del vincolo.

In caso contrari si potranno sanare solamente violazioni formali, ossia che interessino lavori di restauro, conservazione, e di manutenzione straordinaria dell’edificio. Oltre tali situazioni il condono non potrà essere avviato, se al momento delle lavorazioni edilizie illegittime, vigeva nella zona il vincolo paesaggistico.

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Quando non si può accedere al condono edilizio 2024

Di fatto c’è da dire che l’accesso al condono messo a punto quest’anno, non sarà affatto semplice, e non potrà di certo accontentare tutti.

Bisognerà esaminare con molta attenzione il proprio immobile e la particolarità dei lavori eseguiti nell’irregolarità. Ad esempio il condono edilizio non sarà contemplato nel caso in cui si vada a presentare una richiesta di sanatoria per una costruzione interamente abusiva, che sia stata poi suddivisa in più unità immobiliari.

Nello specifico quindi il terzo condono edilizio va a specificare che ogni singolo edificio deve intendersi come unità singola, con riferimento ad una sola richiesta di sanatoria. Il limite massimo dei 750 metri cubi da poter sanare, non potrà quindi essere aggirato, andando a suddividere l’edificio non in regola.

A tal riguardo si è espressa anche la Corte di Cassazione legiferando che l’edificio oggetto di condono deve fare capo a un unico soggetto legittimato a chiedere la sanatoria, e deve essere considerato quindi come complesso edilizio unitario. In conclusione non si può suddividere l’edificio, quando questi apparterrà allo stesso soggetto.