Sanatoria 2025: una speranza per chi ha abusi ante ’67

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

C’è una nuova sanatoria in arrivo nel panorama riformistico italiano? Sembra proprio di sì, perché dopo il Salva Casa, il Ministero delle Infrastrutture è al lavoro per presentare un nuovo testo unico che sembra includere principi di razionalizzazione, semplificazione e riordino. Tra i punti cruciali, una speranza per gli abusi ante ‘67.

Estate, Città
Photo by franky1st – Pixabay

Il Decreto Salva Casa ha cambiato parecchie carte in tavola in materia edilizia in Italia, e ha sbloccato situazioni stantie da decenni grazie alla semplificazione delle pratiche burocratiche e alla maggiore tolleranza verso le difformità lievi. Al Ministero delle Infrastrutture però, non sembra bastare, e sta già lavorando ad un nuovo testo, fondato sui principi di razionalizzazione, semplificazione e riordino delle disposizioni di legge nella disciplina tecnica delle costruzioni e nella materia edilizia in generale. Il nodo cruciale del testo sembra essere la volontà di riuscire a sanare gli abusi ante ‘67.

Non c’è solo questo però, nel testo che verrà consegnato al Consiglio dei ministri nelle prossime settimane, poiché si parla anche di:

  • silenzio assenso per l’iter di rilascio dei permessi,
  • riordino totale dei titoli edilizi,
  • beneficio dei bonus edilizi anche in presenza di irregolarità edilizie sanate.

Nuova sanatoria in arrivo

Albero, Città
Photo by dimitrisvetsikas1969 – Pixabay

Sembra proprio che in Italia stia per arrivare una nuova sanatoria, che intende risolvere una volta per tutte gli abusi ante ‘67. In particolare, a rappresentare ancora un ostacolo di difficile superamento, nonostante le novità introdotte dal Salva Casa, è il principio della doppia conformità, secondo cui la sanatoria può essere concessa solamente se si rispettano le normative urbanistiche ed edilizie vigenti sia al momento della realizzazione dell’opera, che al momento della presentazione della richiesta. Si tratta di un requisito obiettivamente difficile da soddisfare, considerando soprattutto la scarsa normativa prima dell’entrata in vigore della legge 765 del 6 agosto 1967.

Il nuovo testo, a cui il Ministero delle Infrastrutture sta lavorando proprio in questi giorni, punta a semplificare e velocizzare i procedimenti amministrativi. Nel dettaglio, lo scoglio della doppia conformità si potrebbe superare assicurando gli interventi di messa in sicurezza dell’immobile o di adeguamento alle norme tecniche di costruzione. Non è però questo l’unico punto su cui si concentrerà la nuova sanatoria.

I punti cruciali

Estate, Città
Photo by Sammy-Sander – Pixabay

Altri argomenti sensibili riguardano il silenzio assenso e i titoli edilizi. Il silenzio assenso è stato già adottato per le domande edilizie, e il nuovo testo si propone di aumentare l’applicazione di questo meccanismo anche ad altri campi. Inoltre, si sta lavorando anche ad una semplificazione dei titoli edilizi e al loro riordino definitivo. In buona sostanza, si vogliono riscrivere le condizioni e i termini per il loro rilascio, cercando di definire tempistiche certe. Altro punto interessante per i contribuenti riguarda l’edilizia libera, cui si sta cercando di conferire un dettaglio particolareggiato di tutti gli interventi e le categorie accettate.

Dal punto di vista della rigenerazione urbana, il nuovo testo si propone di creare un canale privilegiato per il rilascio del permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici. L’obiettivo è quello di ridurre il consumo di nuovo suolo e incentivare il recupero sociale e urbano degli edifici già esistenti. In materia di sanzioni, invece, si intende rivedere i regimi per commisurarli alla trasformazione edilizia o urbanistica, e alla gravità della difformità. Le opere che invece non possono essere sanate, dovranno essere demolite in tempi più brevi e si dovrà razionalizzare maggiormente il ripristino dello stato originario delle cose. Infine, la bozza parla della possibilità, per gli abusi sanati, di rientrare tra i beneficiari dei bonus edilizi. Restano invece ancora escluse le opere abusive.

Sanatoria 2025, una speranza per chi ha abusi ante ’67: foto e immagini