Saldo e stralcio: tra i debiti inclusi c’è anche l’IMU
Tra i debiti che si possono sanare con il saldo e stralcio c’è anche l’IMU, ma solo in alcune città. Ecco come funziona questa soluzione per saldare i propri debiti con il Fisco, e quali sono quelli che possono rientrare nel suo raggio d’azione. Potrebbe essere alle porte una rottamazione quinquies.

La soluzione del saldo e stralcio permette ai contribuenti morosi di sanare la propria situazione debitoria tramite il pagamento di importi ridotti. Non tutti i debiti però rientrano nel raggio d’azione della misura, e non tutte le città italiane aderiscono in automatico. Una cosa importante da sapere però, è che anche l’IMU e la Tari, così come altre imposte locali, possono essere sanate con il saldo e stralcio.
Attualmente non è previsto alcun saldo e stralcio per il 2024, ma è stata avanzata una proposta in Parlamento proprio in questo senso, che chiede una rottamazione quinquies. A presentare la proposta è stata la Lega, che propone di includere nel saldo e stralcio anche le entrate patrimoniali che quelle tributarie tra cui, appunto, l’IMU e la Tari.
Saldo e stralcio

La prima necessaria premessa da fare è quella che definisce la differenza tra rottamazione e saldo e stralcio. Nel primo caso il contribuente paga tutto l’importo dovuto allo Stato, mentre nel secondo si versa solamente una parte dell’importo, mentre la rimanente viene stralciata e il debito si annulla. Proprio perchè si tratta, quindi, di una soluzione agevolativa rispetto alla rottamazione delle cartelle esattoriali, il saldo e stralcio ha un raggio di applicazione molto più ridotto.
Infatti, al suo interno possono rientrare solamente i debiti derivanti da versamenti omessi dovuti in autoliquidazione (Irpef, IVA, ecc.), da contributi previdenziali non versati dai contribuenti iscritti alle casse professionali o alla gestione separata INPS e dai tributi locali, come IMU e Tari. Nel caso specifico dei tributi comunali poi, non sempre la loro inclusione è da dare per scontata, poichè si possono inserire nel saldo e stralcio solamente nei Comuni che aderiscono a questa soluzione.
IMU, come funziona

Come si è visto, quindi, non sempre l’IMU è inclusa nel saldo e stralcio, e anche quando lo fosse, c’è da specificare che il capitale dovuto si deve pagare per intero, e quello che si ottiene è solamente una riduzione sulle sanzioni e sugli interessi. Trattandosi di una decisione singola di ogni Comune, per sapere se il proprio ha aderito o meno, ci si deve informare direttamente sul sito istituzionale. In base alle adesioni della rottamazione quater però, si sa che a non aver aderito, tra le grandi città, sono:
- Milano;
- Roma;
- Bologna;
- Firenze;
- Piacenza;
- Modena;
- Verona;
- Bari.
Per gli abitanti di queste città, quindi, sarà difficile un eventuale ripensamento da parte dei Comuni, ma non è mai detta l’ultima parola. Alcune di queste sono anche le città in Italia dove l’IMU è più cara, e in previsione delle novità sulle aliquote IMU del 2025, non sembra probabile che si aderisca al saldo e stralcio. Degli interventi sull’IMU però, su alcune città, sono già in corso. In particolare, alcune (come Roma e Firenze) stanno puntando sull’IMU per disincentivare chi è proprietario di più immobili dal destinarli agli affitti brevi, operando sconti o addirittura esentandoli dal pagamento dell’IMU se affittano la propria seconda casa ad inquilini stabili, con le formule di contratto 3+2 o 4+4.