Quando si può impugnare una donazione? Tutti i casi
Quand’è che si può impugnare una donazione e revocare l’atto, ripristinando i beni come erano in origine? La donazione ha, tra le sue caratteristiche principali, proprio quella di non rendere il trasferimento dei beni definitivo e inoppugnabile: ecco tutti i casi previsti dalla legge per poter revocare una donazione.

La materia delle donazioni è molto complessa e ricca di vincoli e cavilli, per cui è molto facile fare confusione. Quando un bene, mobile o immobile, viene donato ma non rispetta determinati parametri, la donazione può essere fatta revocare da un giudice ad opera degli eredi legittimi. Quali sono però i casi previsti dalla legge, e quali sono i soggetti coinvolti in un’impugnazione? Cerchiamo di fare chiarezza, soprattutto in ottica delle donazioni immobiliari.
Infatti, molto spesso sono le case ad essere oggetto di donazioni, e la faccenda si complica ulteriormente quando in gioco non ci sono solo il donante e il donatario, ma anche terze persone. Gli immobili oggetto di donazione possono essere venduti per legge, ma assieme all’immobile si vendono anche tutti i vincoli e gli obblighi, tra cui anche quello di dover restituire la casa, qualora ci fosse un’impugnazione.
Quando si può impugnare una donazione?

A regolare la materia della donazione ci pensa il Codice Civile, con l’art. 769, il quale dispone che:
“La donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”.
Si tratta quindi di un trasferimento di proprietà di un bene da una persona ad un’altra, senza che il ricevente debba pagare nulla. Possono essere oggetto di donazione sia beni mobili che immobili, dal denaro ai titoli azionari, dalle case alle quote societarie, ecc. L’importante è che il donante sia nel pieno delle proprie facoltà al momento dell’atto, e che la donazione non vada a ledere i diritti degli eredi legittimi.
Infatti, poichè la donazione va a togliere agli eredi una parte di quello che spetterebbe loro legittimamente, se questi decidono di rivalersi sulla donazione, possono farlo. I termini per impugnare una donazione sono parecchio lunghi: 20 anni dall’atto di donazione (se il donante è ancora in vita), oppure 10 anni dalla data della dichiarazione di successione (se il donante è deceduto). Quali sono però, i casi specifici in cui una donazione può essere revocata? Vediamoli insieme.
Tutti i casi di revoca previsti dalla legge

Ecco tutti i casi previsti dalla legge che permettono di revocare una donazione:
- per ingratitudine: entro 1 anno dal giorno in cui il donante ha scoperto il fatto che causa la revoca (omicidio o tentato omicidio del donante o di un suo erede da parte del donatario, danno al donante o a un suo erede da parte del donatario cui sono applicabili le disposizioni sull’omicidio, denuncia calunniosa del donatario ai danni del donante, rifiuto indebito degli alimenti, o pregiudizio al patrimonio del donante da parte del donatario);
- per sopravvenienza di figli: entro 5 anni dalla nascita o dal riconoscimento dell’ultimo figlio del donante;
- per lesione della legittima degli eredi: entro 10 anni dalla dichiarazione di successione o entro 20 anni dall’atto di donazione;
- per incapacità di intendere e di volere del donante.
L’effetto dell’impugnazione di una donazione consiste nel ripristino della proprietà originaria del bene, o nel passaggio della stessa agli eredi legittimi. Questo vuol dire che se una terza persona ha acquistato un immobile oggetto di donazione, rischia di doverlo ridare indietro oppure di dover risarcire gli eredi in denaro! La donazione è un atto che presenta numerosi vantaggi e svantaggi che è bene conoscere, poiché coinvolgono tutte le parti in causa!