Pnnr e transizione ecologica: lo stato dei lavori in Italia
Nel Pnrr italiano la transizione ecologica ha un ruolo di primo piano; tuttavia, stando a uno studio realizzato da Openpolis, il percorso è ancora molto lungo.

Il Pnnr italiano ha destinato buona parte dei suoi fondi alla transizione ecologica, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo che si intende raggiungere. Per “buona parte” si intende il 39% di quelli disponibili, dall’Italia dedicati appunto a obiettivi climatici e ambientali.
Per Pnnr si intende, nello specifico, “Il piano nazionale di ripresa e resilienza”, ovvero un programma di rilancio sul fronte economico elaborato dagli stati membri dell’Unione europea per gestire i fondi del Next generation Eu, introdotti per il risanamento della crisi dipesa dalla pandemia di Covid-19.
La Commissione europea ha approvato il Pnnr che ha redatto l’allora Governo Draghi a giugno 2021. Esso postula sei missioni in vari ambiti, fatte di diverse misure di carattere normativo, oppure sotto forma di investimenti economici. Ovviamente, si tratta di un programma complesso, che investe scuola, sanità, giustizia, trasporti, la transizione digitale e, appunto, quella ecologica. In totale, sono state elaborate 66 riforme e ben 292 piani di investimento. Ci sono altresì alcune scadenze da rispettare, in un arco temporale che va dal 2021 al 2026, con obiettivi a livello trimestrale.
Openpolis ha finora condotto due indagini di approfondimento, partendo dal presupposto che occorre spostarsi dalla prospettiva unicamente europea per considerare ogni singolo Paese. Analizzando la riuscita o meno dei vari Pnnr, sulla base delle informazioni e dei dati che gli Stati pubblicano, sarebbe infatti possibile comprendere l’impatto che i singoli Paesi hanno sulla transizione ecologica dell’Ue in generale.
Openpolis si è assunta il compito di farlo per l’Italia, mentre altri collaboratori di Edjnet hanno realizzato studi negli Stati seguenti: Slovacchia, Grecia e l’Ungheria.
Lo stato dei lavori del Pnnr italiano
Come abbiamo già premesso, Il Pnnr italiano ha destinato buona parte dei suoi fondi alla transizione ecologica, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo che ci siamo posti. In particolare, parliamo di 31 investimenti inclusi nella seconda missione, la quale riguarda la rivoluzione verde e la transizione ecologica, ciò secondo una versione aggiornata del Pnrr italiano che è stata approvata lo scorso dicembre.
Openpolis ha considerato sostanzialmente l’implementazione delle misure dedicate alla transizione e il livello raggiunto sinora sulla base delle risorse già spese. È emerso che il Il 92% dei fondi del Pnnr già spesi sono stati destinati all’ecobonus, di cui abbiamo parlato nella nostra guida.
In sostanza, su oltre 41 miliardi di euro totali a disposizione per le 31 misure, alla fine dello scorso anno già ne risultavano spesi circa 15 miliardi, cioè il 37%. Come abbiamo detto, la maggioranza di questi fondi è confluita nell’ecobonus, per cui sono stati erogati tutti i soldi resi disponibili. Sono stati cioè destinati 14 miliardi di euro a privati per lavori di ristrutturazione su edifici di proprietà al fine di renderli più efficienti a livello energetico.
È logico che migliorare l’efficienza energetica sia importante ai fini della transizione ecologica, ma è anche vero che l’ecobonus è meramente un ambito privato di intervento, mentre le misure a livello pubblico, con infrastrutture e investimenti, hanno ancora il 75% di fondi da usare. Per buona parte delle misure previste, quindi, la spesa risulta ad oggi ferma, ed è legittimo parlare di un quadro stagnante.
Pnnr e transizione ecologica: foto e immagini
