Nuovo Decreto PNRR: regole più semplici per i progetti e investimenti

Autore:
Erika Fameli
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Il nuovo Decreto PNRR interviene su più fronti per ridurre la burocrazia che ostacola l’avvio dei progetti e dei programmi collegati al PNRR, fornendo le basi per far partire, finalmente, gli investimenti. Attualmente al vaglio, ecco cosa contiene la bozza per l’attuazione del Piano.

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Edilizia, Documenti
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Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è il programma strategico adottato dall’Italia nel 2021 per stimolare la crescita economica, rafforzare la resilienza sociale e ambientale del Paese e superare le conseguenze della crisi pandemica. Attualmente però, sussistono ancora diversi colli di bottiglia amministrativi che impediscono l’avvio dei programmi ad esso collegati e che riguardano le politiche di coesione.

Il Nuovo Decreto PNRR intende abbattere queste barriere e intervenire su più fronti:

  • infrastrutture (settore ferroviario e idrico);
  • edilizia e urbanistica (procedure e student housing);
  • transizione energetica (agrivoltaico e comunità energetiche);
  • bonifiche e aree interne.

In particolare, il provvedimento interviene su tempi e burocrazia: si avranno 30 giorni di tempo per le determinazioni delle amministrazioni, e 45 per gli interessi sensibili; arriva il silenzio assenso automatico, che elimina per il privato la necessità di richiedere l’attestazione telematica della formazione dello stesso. Inoltre, si prevede un supporto tecnico specialistico rafforzato nei confronti degli enti territoriali, con il fine di accelerare gli interventi.

Cosa cambia per l’edilizia

Edilizia, Costruzioni
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Per quanto riguarda il campo dell’edilizia, il nuovo Decreto PNRR (bozza del 27 gennaio 2026) interviene sulla legge 338/2000 (residenze universitarie) aggiornando i riferimenti alle soglie dimensionali e rafforzando il permesso di costruire convenzionato. Questo, infatti, può essere utilizzato anche per opere di urbanizzazione a potenziamento di quelle già esistenti. Inoltre, una grande novità riguarda gli interventi che non prevedono nuove strade o opere di urbanizzazione primaria, o che vengono realizzati con convenzioni, per i quali non è richiesto il piano attuativo. Questo permette di realizzare direttamente le opere non primarie necessarie, senza passare per la burocrazia.

La scarsità di posti letto in Italia è uno dei principali problemi della crisi abitativa, e la misura include anche opzioni di accessibilità economica e gestione delle condizioni calmierate, eliminando però il riferimento alla destinazione di risorse per il pagamento del godimento dei posti letto per i primi 3 anni, che invece compariva nella prima bozza del 21 gennaio.

Altri campi di applicazione

Edilizia, Euro
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Il nuovo Decreto PNRR interviene anche su altri campi, oltre all’edilizia. Per agrivoltaico e autoconsumo collettivo e comunità energetiche rinnovabili, prevede nuovi incentivi gestiti dal GSE, che subentra al Ministero dell’Ambiente e che può richiedere allo stesso il trasferimento anticipato di una quota massima del 10% delle risorse PNRR per avviare i programmi. Riguardo le politiche di coesione, invece, un pacchetto da 90 milioni di euro sarà destinato ad interventi sulle infrastrutture pubbliche nei Comuni delle aree interne, in base alla classificazione sismica.

In riferimento ai lavori ferroviari, in base alla bozza RFI potrà espropriare aree da destinare al conferimento e alla riambientalizzazione attraverso il riutilizzo delle terre e rocce da scavo derivanti dai cantieri. Sulle bonifiche, invece, si amplia l’operatività dell’art. 242-ter del Codice dell’ambiente e si estende anche ai progetti finanziati dal PNC (Piano Nazionale per gli investimenti complementari). Infine, si prevede un Fondo da 1 miliardo da destinare al settore idrico, chiamato Strumento finanziario nazionale, da alimentare anche con risorse nazionali, e che servirà per finanziare in via prioritaria gli interventi nelle zone alluvionate.

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