Nuda proprietà alla badante: gli eredi possono impugnare l’atto?

Autore:
Erika Fameli
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Le badanti sono un aiuto importantissimo nella cura delle persone anziane non più autosufficienti, ma come si devono comportare gli eredi se i loro genitori lasciano la nuda proprietà di casa loro alla badante? Possono impugnare l’atto e pretendere la loro parte? Vediamo insieme cosa dice la legge a riguardo.

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Quando si invecchia, spesso non si riesce più a gestire una casa con le proprie forze, e nemmeno ad essere autosufficienti per quanto riguarda la cura personale. I figli hanno la loro vita, o magari non possono farsi carico di un genitore anziano, oppure lo stesso potrebbe non voler lasciare la propria casa e continuare ad essere indipendente, senza gravare su figli e nipoti, e allora entra in gioco la badante.

Cosa succede però quando la badante si prende la casa degli anziani che assiste? Non è affatto insolito infatti, che una persona anziana decida di dare la nuda proprietà della propria casa alla badante, in cambio delle cure. Cosa possono fare gli eredi in questi casi? Possono opporsi a questa decisione oppure devono accettarla passivamente? Ecco cosa dice la legge a riguardo.

Nuda proprietà alla badante: cosa dice la legge

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La nuda proprietà è una forma di compravendita immobiliare che prevede la cessione del diritto di proprietà di un immobile ad un acquirente, ma che lo esclude dall’usufrutto del bene. Parlando in parole povere, quando si vende un immobile in nuda proprietà, si vende solamente la titolarità dell’immobile, ma il venditore tiene per sé l’usufrutto, ossia il diritto di continuare a vivere lì vita natural durante. Questo vuol dire che, acquistando una nuda proprietà, si entra in totale possesso dell’immobile solo dopo il decesso del venditore.

Punto chiave del contratto di nuda proprietà è proprio il rischio, per l’acquirente, di poter aspettare anche anni prima di entrare in possesso dell’immobile. Chi compra lo fa solitamente per motivi di investimento, mentre chi vende lo fa per avere denaro a disposizione per la vecchiaia, senza dover cambiare casa. Quando a questa necessità si somma quella di dover pagare una badante, la soluzione è presto fatta: si vende alla badante la nuda proprietà dell’immobile in cambio delle sue cure.

Questo, in termini di legge, viene definito vitalizio assistenziale, e secondo il Decreto del 27 novembre 2015 del Tribunale di Torino, per essere valido devono ricorrere delle condizioni obbligatorie:

  • che l’anziano sia in grado di intendere e di volere al momento della stipula dell’atto di rogito;
  • che l’anziano non si trovi in condizioni di salute troppo precarie o in fase terminale;
  • che l’anziano non sia stato obbligato o coerciso in alcun modo dalla badante

Eredi insoddisfatti, cosa possono fare?

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Questo tipo di situazione non fa mai piacere agli eredi, ma cosa possono fare? Quella dell’impugnazione è assolutamente una via percorribile, ma avrà un esito positivo solo se sono in grado di dimostrare uno qualsiasi dei seguenti scenari:

  • che al momento della stipula l’anziano non era in grado di intendere e di volere;
  • che era in stato di coercizione e/o minaccia;
  • che versava in condizioni di salute gravi ed era prossimo al decesso;
  • che la badante non ha rispettato la sua parte di contratto e non si è presa cura dell’anziano.

Se nessuno di questi casi sussiste, non c’è nulla che gli eredi possano fare per riprendersi la casa del genitore, in quanto la badante è entrata in possesso del bene in maniera del tutto lecita e regolare, per accordo con l’anziano, ed ha rispettato tutti gli obblighi a lei spettanti.

Quella della nuda proprietà è una materia complessa, e nella nostra guida puoi chiarire tutti i dubbi a riguardo!

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