Novità Cassazione: lo Stato paga per case occupate abusivamente

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Arriva una nuova stretta della Cassazione sugli immobili occupati abusivamente. In particolare, con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha decretato che, se un ordine di rilascio non viene eseguito immediatamente, il proprietario ha diritto ad un risarcimento del danno da parte del Ministero dell’Interno.

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Quella degli immobili occupati abusivamente è una piaga italiana tra le più discusse in assoluto, e non solo in tempi recenti. Finalmente, però, si sta iniziando a dare garanzie e tutele più concrete ai proprietari che si trovano a dover fare i conti con un occupante abusivo di un immobile di proprietà. A questo riguardo, appare quanto mai rilevante una recente ordinanza della Corte di Cassazione, con cui si segna un vero e proprio punto di svolta.

Con questa, infatti, la Corte di Cassazione ha sancito che la Pubblica Amministrazione non può rinviare l’esecuzione di un ordine di rilascio per motivi futili o difficoltà organizzative. Se questo accade, come è stato per il caso in oggetto, il proprietario dell’immobile ha diritto ad un risarcimento del danno, da calcolare in base alla perdita economica derivante dalla locazione perduta. Ecco come funziona il tutto.

Immobili occupati abusivamente

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La recente sentenza n.24053 del 28 agosto 2025 della Corte di Cassazione segna una stretta significativa all’occupazione abusiva degli immobili, e rappresenta un’imposizione di professionalità delle istituzioni competenti. Nel caso specifico, la Corte ha condannato il Ministero dell’Interno, colpevole di non aver eseguito il comando del giudice in tempi brevi per motivazioni futili, a risarcire la proprietaria dell’immobile occupato di 183.383,51 euro più interessi, a fronte del danno patrimoniale da ella subìto sulla base della locazione perduta.

In particolare, tra le motivazioni che hanno impedito l’esecuzione dell’ordinanza giudiziale sono state:

  • l’assenza del medico,
  • la mancata presenza dei servizi sociali,
  • tensioni legate ai manifestanti e al rischio per l’ordine pubblico.

A causa di ciò, gli occupanti hanno lasciato l’immobile 4 anni dopo l’ordinanza dell’ufficiale giudiziario. Per la Corte di Cassazione, questo è inammissibile, e ha affermato che:

La condotta omissiva della forza pubblica integra illecito e obbliga al risarcimento del danno.

Cosa cambia con la sentenza

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Se fino ad oggi non vi era ancora alcuna indicazione circa le motivazioni di rinvio di un ordine esecutivo di rilascio degli immobili occupati abusivamente, ossia se la Pubblica Amministrazione poteva arbitrariamente e adducendo motivazioni poco consone rimandare il rilascio di un immobile occupato da abitanti abusivi, d’ora in poi non sarà più così. Cosa cambia? Che finalmente i tempi dello sblocco possono essere accorciati e non più dilazionati a data da destinarsi.

Facendo un’importante differenziazione tra cause di forza maggiore e difficoltà organizzative, la Suprema Corte sancisce che l’impossibilità di eseguire lo sgombero può esistere solamente in presenza di impedimenti oggettivi, e non per carenze organizzative quali la mancanza di personale, l’assenza dei servizi sanitari, ecc. Essendo il danno da ritardato rilascio facilmente quantificabile in base alla locazione persa da parte dei proprietari, questi hanno diritto ad un risarcimento da parte delle forze dell’ordine che ne hanno impedito il rilascio nei tempi stabiliti.

Lo sgombero (da non confondere con lo sfratto), soprattutto alla luce delle nuove disposizioni del Pacchetto Sicurezza, diventa così più rapido e tutelato dei diritti delle famiglie proprietarie di immobili occupati abusivamente. Non resta che sperare che le cose cambino realmente, e non solo sulla carta.

Immobili occupati abusivamente: nuova stretta della Cassazione: foto e immagini