Sfratto e sgombero: tutte le differenze
Sfratto e sgombero sono due termini che spesso vengono usati come sinonimi, ma che in realtà presentano delle differenze sostanziali. Entrambi hanno come obiettivo il rilascio di un immobile da parte di persone che hanno violato un contratto o una legge, ma sono due cose molto diverse l’una dall’altra.

In Italia il problema degli sfratti e degli sgomberi nell’ambito dei contratti di locazione è molto alto, anche se in remissione rispetto agli anni passati. Si tratta però, al contrario di quanto si può pensare, di due cose completamente diverse, e una parola non può essere usata al posto dell’altra, anche se spesso questo è ciò che accade. Entrambi portano alla liberazione di un immobile in cui gli inquilini hanno in qualche modo infranto le regole del contratto o della legge, ma non si possono assolutamente usare come sinonimi.
A fare la differenza principale è il rapporto tra il locatore e il conduttore, ma andiamo un pò più nello specifico e vediamo quali sono nel dettaglio tutte le differenze tra i due atti, per capire come comportarsi e quando ricorrere all’uno o all’altro.
Sfratto e sgombero

Lo sfratto è una procedura esecutiva che il proprietario di un immobile mette in atto quando l’inquilino non paga il canone di locazione. Si tratta dell’ultimo passaggio di un iter molto lungo, che inizia con la richiesta di sfratto per morosità, così come previsto dall’articolo 658 del Codice Civile. Di conseguenza, lo sfratto può avvenire solo se c’è un contratto regolarmente registrato tra le due parti. Per arrivare allo sfratto però, si deve prima inviare una lettera di diffida al conduttore, e successivamente l’intimazione di sfratto, obbligando il conduttore a comparire in udienza. Infine, se il conduttore non si presenta, il giudice convalida lo sfratto e ne stabilisce la data di esecuzione. Se anche questa non viene rispettata, si passa allo sfratto forzato.
Lo sgombero invece è una procedura con cui il proprietario dell’immobile o di un terreno può rientrare in possesso della sua proprietà in caso di occupazione abusiva. L’iter in questo caso parte con una denuncia alla Procura della Repubblica, e segue con lo sgombero immediato da parte della polizia giudiziaria.
Differenze tra i due atti

La differenza sostanziale tra sfratto e sgombero, sta quindi nel legame che c’è tra le parti:
- nello sfratto deve sussistere un accordo scritto tra le parti, firmato e registrato, che il conduttore ha deliberatamente infranto;
- nello sgombero non c’è alcun contratto registrato, perchè le persone che occupano l’immobile lo fanno abusivamente, senza averne alcun diritto.
Entrambi gli iter sono parecchio lunghi e complicati a livello burocratico, poichè implicano tempi lunghi, situazioni specifiche e non risposte da parte di chi riceve le ingiunzioni. Guardando in particolare allo sfratto, questo è uno dei motivi principali per cui i proprietari immobiliari continuano a preferire gli affitti brevi a quelli più lunghi. Negli ultimi anni gli sfratti per morosità rimangono altissimi, e i proprietari non si sentono sicuri a correre il rischio. Tutelarsi da un inquilino che non paga l’affitto è importante, così come conoscere quali sono le tutele legali per le occupazioni abusive.