L’edilizia si rinnova: le nuove leggi in vigore da giugno

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Erika Fameli
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In Italia l’edilizia si rinnova, anche se non al ritmo predisposto dall’Unione Europea, e con il mese di giugno arrivano importanti novità in materia. In particolare, entrano in vigore il nuovo APE e i nuovi Requisiti Minimi per gli edifici: ecco cosa prevedono e tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

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Edilizia
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Quello di giugno è un mese piuttosto importante per il campo edilizio e per l’immobiliare italiano, in quanto a distanza di pochissimi giorni sono entrati in vigore il nuovo modello APE (29 maggio 2026) e i nuovi Requisiti Minimi (3 giugno 2026). Ecco quali sono le principali novità che introducono, e cosa cambia per l’Italia, soprattutto dal punto di vista del recepimento della Direttiva Case Green.

L’edilizia si rinnova

Classe, Energetica
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Il Dm 28 ottobre 2025 ha aggiornato i criteri minimi di prestazione energetica degli edifici, intervenendo sugli obblighi relativi all’isolamento, ai requisiti tecnici degli impianti e alla mobilità sostenibile ed elettrica. Il 3 giugno scorso il decreto Requisiti Minimi è ufficialmente entrato in vigore, e apporta diverse novità:

  • modifica dei parametri dell’edificio di riferimento, che valgono sia per le nuove costruzioni che per gli edifici oggetto di ristrutturazione di primo livello, con l’introduzione dei ponti termici;
  • differenziazione dei valori ammissibili del coefficiente globale di scambio termico H’T, validi per nuove costruzioni e ristrutturazioni di primo livello;
  • stralcio della verifica del valore massimo ammissibile del coefficiente globale di scambio termico H’T per le ristrutturazioni di secondo livello;
  • svolgimento delle verifiche sull’involucro utilizzando le superfici esterne lorde;
  • obbligo di installazione di sistemi BACS per gli edifici non residenziali dotati di impianti termici di potenza superiore a 290 kW;
  • obbligo di installazione di infrastrutture per la ricarica elettrica dei veicoli.

Direttiva Case Green: appuntamento rimandato

Classe, Energetica
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Del nuovo APE si è già parlato, e le novità più importanti che introduce riguardano la nuova classificazione e le nuove informazioni aggiuntive che si possono trovare al suo interno. Il nuovo modello adotta una scala energetica che va dalla A (edifici a emissioni zero) alla G (con le prestazioni peggiori), con l’opzione di introdurre una classe A+ per gli edifici più performanti (efficienza elevata, bilancio positivo in termini di GWP e produzione rinnovabile). Gli edifici si classificano in base a: capacità termica, isolamento, ponti termici, riscaldamento passivo, elementi di raffrescamento, performanza dell’impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda per uso domestico, la capacità di produzione di energia rinnovabile e di stoccaggio.

Per quanto riguarda invece le informazioni presenti sul nuovo APE, si trovano il fabbisogno energetico calcolato, la produzione di energia rinnovabile con indicazione sia del vettore che della fonte, la predisposizione dell’edificio a reagire a segnali esterni adeguando il proprio consumo e se il sistema di distribuzione del calore funziona anche a temperature più efficienti. Si tratta di novità rilevanti, ma non quanto vorrebbe l’UE. Il 29 maggio, infatti, è scaduto il termine entro il quale l’Italia doveva recepire la Epbd e adeguarsi alle norme stabilite dalla Direttiva Case Green dell’UE per arrivare, nel 2050, ad un parco immobiliare a emissioni quasi zero. L’appuntamento però, è saltato, così come quello del 31 dicembre 2025, quando si doveva inviare a Bruxelles la prima bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione degli edifici (cosa che ha fatto scattare una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia). Ora il prossimo appuntamento sarà quello del 31 dicembre 2026, data entro cui è previsto l’invio del piano definitivo: l’Italia la rispetterà?

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