Il vicino di casa può lasciare il giardino incolto? Cosa prevede la legge
Cosa fare quando il vicino di casa lascia il giardino incolto? Come bisogna comportarsi in questi casi? Spesso possono sorgere controversie con il vicinato, specialmente quando le aree verdi non vengono curare. Vediamo cosa prevede la legge a riguardo e se è possibile intervenire.

È importante sapere che anche se possiedi un giardino privato, esistono leggi che vanno rispettate e che regolano le distanze da mantenere per piantare alberi e siepi. Cosa più importante, bisogna prestare attenzione a non arrecare alcun danno al vicino di casa e rispettare il confine.
Tuttavia, spesso capita che gli alberi al confine tra le due proprietà diventino motivo di litigio, come quando non vengono potati regolarmente e i rami finiscono per invadere il terreno del vicino, sporcando la proprietà con foglie che cadono continuamente. Come bisogna comportarsi in questi casi? Il vicino di casa può lasciare il giardino incolto? Scopriamo cosa dice la legge a riguardo.
Giardino incolto, come bisogna comportarsi col vicino?

Se il vicino di casa non cura il proprio giardino, bisogna rifarsi alla normativa sulle distanze nel Codice Civile in modo da risolvere la problematica del terreno incolto a causa del vicino pigro.
Chi vuol piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono, devono essere osservate le seguenti distanze dal confine:
1) tre metri per gli alberi di alto fusto. Rispetto alle distanze, si considerano alberi di alto fusto quelli il cui fusto, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza notevole, come sono i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani e simili;
2) un metro e mezzo per gli alberi di non alto fusto. Sono reputati tali quelli il cui fusto, sorto ad altezza non superiore a tre metri, si diffonde in rami;
3) mezzo metro per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto di altezza non maggiore di due metri e mezzo.Leggi anche Gli alberi da giardino meno invasiviLa distanza deve essere pero’ di un metro, qualora le siepi siano di ontano, di castagno o di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo, e di due metri per le siepi di robinie
si legge dell’articolo 892 del Codice Civile.
È doveroso precisare che se il vicino non rispetta queste norme e sporca la proprietà di altri, non è possibile agire in piena autonomia e intervenire col il taglio di alberi o siepi. Così facendo, si potrebbe configurare il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
Come comportarsi prima di andare in Tribunale
Andare per vie legali deve essere l’ultima delle cose da fare. Pensate solo alle spese da sostenere per presentare una causa, dovendosi rivolgere ad un avvocato che, anche se di fiducia, vi presenterà comunque alla fine del processo la sua parcella. Inoltre affrontare le lungaggini della burocrazia italiana non è proprio una cosa così semplice. Allora usare il buonsenso è la cosa migliore.
Dialogare con il vicino
Il primo passo da compiere è quello pacifico del dialogo con il vicino. Affrontare la situazione parlandone in modo amichevole, spiegando che l’erba alta contribuisce a spargere, in presenza di vento, le sementi oltre alla possibile presenza di topi che si troverebbero a loro agio in mezzo all’erba alta, non è certamente una situazione gradita.
Inoltre, per cani e gatti randagi, diventerebbe il luogo ideale per fare i propri bisogni, con relative conseguenze sanitarie per l’ambiente. Se il vicino si rende consapevole di ciò che potrebbe comportare la sua incuranza, allora la soluzione è pronta.
Dialogo non basta? Prima le foto
Non è cambiato nulla con il vostro tentativo amichevole? Allora non vi resta che passare all’azione, fotografando, da dietro la recinzione, il prato incolto. E’ sufficiente uno smartphone moderno per fare fotografie nitide e chiare.
Dopo averle stampate, provvedete ad inviarle tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo del vostro vicino. Allegando una lettera, indicate giorno ed ora in maniera che non possano essere considerate foto d’epoca e riportate il colloquio avuto in precedenza. Mai usare toni minacciosi: ricordate che il vostro obbiettivo è arrivare alla soluzione del caso.
Comunicazione all’ASL
Nulla è cambiato ancora? Allora passate alla parte istituzionale, rivolgendovi sia all’Ufficio igiene del comune di appartenenza che all’Asl. Nel presentare reclamo, indicate chiaramente tutti i passi svolti in sequenza, per dimostrare la vostra assoluta buona fede. A questo punto la parola passa al Comune di competenza che provvederà ad inviare un pubblico ufficiale per accertare che la situazione corrisponda a ciò che avete riportato.
In base al regolamento comunale, al vicino verrà comminata una multa, dopo comunque aver ricevuto un avvertimento a provvedere entro un certo margine di tempo.
L’intervento del giudice
Nel caso in cui il dialogo con il vicino non basti a risolvere la problematica e nemmeno la via tentata con gli uffici comunali non abbai sortito alcun effetto, non ci resta che rivolgersi al giudice competente. Sarà quest’ultimo ad intimare al vicino di provvedere al taglio degli alberi sul confine. Se anche dopo l’ordinanza del giudice, il vicino continua a non curare il proprio giardino, allora è consentito procedere autonomamente al taglio degli alberi e delle siepi che arrecano disturbo.