Cedolare secca 2027, la novità che interessa migliaia di proprietari: cosa prevede la Manovra

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 5 minuti

Novità in arrivo per il prossimo anno da parte del Fisco. Diamo uno sguardo a quelle che sono le  nuove disposizioni fiscali e normative introdotte dalla Manovra 2027 per il comparto delle locazioni immobiliari e la disciplina della cedolare secca.

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Cedolare secca e affitti nella Manovra 2027
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Facciamo quindi un po’ di chiarezza in merito alle nuove disposizioni fiscali e alle normative messe a punto nella Manovra 2027. Vengono prese in esame le locazioni e la disciplina della cedolare secca. La Manovra interviene sulla disciplina delle locazioni abitative, concentrandosi sul regime d’imposta sostitutiva della cedolare secca. La norma consente ai locatori privati di optare per un prelievo fisso e alternativo all’Irpef ordinaria e relative addizionali. Per i contratti a canone libero la durata è quattro anni più quattro con aliquota al 21% del canone pattuito. Per i contratti a canone concordato ex articolo 2, comma 3, Legge 431/1998, in comuni ad alta tensione abitativa o deliberati Cipe, l’aliquota agevolata è al 10%. La misura si applica anche ai contratti transitori e per studenti universitari che rispettano gli accordi territoriali stipulati tra le organizzazioni della proprietà edilizia e i sindacati degli inquilini interessati.

Le novità per gli affitti brevi e i requisiti di identificazione

Tra le misure di maggior impatto spicca la revisione al ribasso delle aliquote per il prossimo anno. Infatti a quanto pare per i contratti a canone concordato l’aliquota scenderà al 5 % e all‘1 % per i conduttori under 35. L’intervento mira ad alleggerire il carico fiscale sui proprietari e calmierare i prezzi di locazione per i giovani. La misura richiede una copertura finanziaria di circa 100 milioni di euro per oltre 250.000 contratti interessati. La Manovra disciplina anche i contratti di locazione breve non superiori a 30 giorni ex articolo 4 Decreto Legge 50/2017, fissando paletti rigidi sul numero di immobili per proprietario. L’aliquota al 21 % è  di fatto riservata a un solo immobile scelto in dichiarazione dei redditi. Dal secondo al quarto immobile sale al 26%. Oltre i quattro immobili l’attività si presume imprenditoriale, con obbligo di apertura partita Iva e iscrizione al Registro delle Imprese, precludendo la cedolare secca.

Cedolare secca e affitti nella Manovra 2027
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Gli adempimenti telematici e la rinuncia all’aggiornamento Istat

Il proprietario comunica la scelta in sede di registrazione del contratto tramite modello RLI telematico all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula o decorrenza. L’opzione si può esercitare anche nelle annualità successive o in proroga. L’adesione alla cedolare secca comporta l’obbligo di rinunciare all’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo. Per rendere valida la rinuncia serve una comunicazione raccomandata al conduttore, non obbligatoria se la clausola di rinuncia è già inserita nel testo contrattuale registrato.

Le sanzioni per omessa registrazione e la convenienza fiscale

La mancata registrazione del contratto nei termini di legge determina la nullità del contratto stesso. Sul piano fiscale l’omessa o tardiva registrazione comporta sanzioni amministrative proporzionali. Con il ravvedimento operoso il contribuente regolarizza la posizione versando imposta e sanzioni ridotte. La cedolare secca esenta il locatore dall’imposta di registro e di bollo per registrazione, risoluzione o proroga. Il reddito è escluso dal calcolo Irpef complessivo, ma incide sulla determinazione dell’Isee e sul calcolo di detrazioni o deduzioni fiscali collegate a scaglioni reddituali.

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