Fringe benefit per l’affitto: la proposta nel Piano casa

Autore:
Erika Fameli
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Arriva una proposta di ampliamento dei fringe benefit per l’affitto nel Piano casa. Questa misura, richiesta da Confindustria per far fronte ai problemi di aziende e lavoratori fuori sede, potrebbe cambiare totalmente sia il mondo del lavoro che il mercato delle locazioni. Ecco tutte le ipotesi sul tavolo delle discussioni.

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Confindustria ha chiesto al governo un Piano casa per aiutare i lavoratori che cambiano città per lavorare, e non riescono a trovare una casa in affitto a prezzi adeguati. Una soluzione in questo senso aiuterebbe anche le aziende ad assumere personale che non risiede nella propria città, e a diventare più attrattive per i lavoratori fuori sede. Si tratta di una richiesta che, insomma, risolverebbe parecchi problemi, e darebbe soluzioni concrete a problemi reali, che attualmente stanno schiacciando l’Italia.

Infatti, chi si trasferisce da una città all’altra per motivi di lavoro, si trova spesso nella situazione di dover pagare canoni d’affitto altissimi. Talmente tanto alti che, a volte, spingono il lavoratore a rinunciare all’offerta di lavoro. Città come Roma, Milano, Firenze e Venezia hanno canoni d’affitto altissimi, e in generale i prezzi sono in costante aumento in tutto il Paese. Ecco come il Piano casa potrebbe cambiare tutte le carte in tavola.

I buoni propositi del Piano Casa

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Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, ha portato davanti al governo la proposta di un Piano casa per supportare i lavoratori che devono spostarsi, ma faticano a trovare canoni di affitto a prezzi accessibili. Alla base della richiesta, c’è la necessità per le aziende di aumentare la manodopera.

“Dobbiamo essere attrattivi sia verso i lavoratori che si spostano da una parte all’altra delle nostre città italiane, ma anche per poter sapere attrarre i lavoratori stranieri”.

Queste le parole di Orsini, che ha chiesto al governo interventi specifici. In particolare, il Piano casa dovrebbe prevedere:

  • un sostegno fiscale, per facilitare l’assunzione di persone fuori sede da parte delle aziende;
  • un sostegno strutturale, per permettere alle aziende di realizzare alloggi destinati ai dipendenti fuori sede.

Per fare questo, servirebbe innanzitutto la concessione di aree demaniali, e successivamente, anche la semplificazione degli iter autorizzativi.

Fringe benefit per l’affitto

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Una delle ipotesi più interessanti per i lavoratori riguarda però i fringe benefit per l’affitto. Questi sono stati già introdotti con la Legge di Bilancio 2024, e consentono ai lavoratori di recuperare tramite rimborso, le spese per l’affitto fino ad un massimo di 2.000 euro esentasse. La richiesta è di estendere e potenziare questi fringe benefit. Un’altra novità del 2025 potrebbe riguardare un incentivo fiscale apposito da aggiungere al benefit già esistente, che riguarda le aziende, e che permetterebbe loro di realizzare alloggi per i propri dipendenti.

Abbiamo già parlato del Piano casa per i giovani lavoratori neoassunti, per aiutare chi non ha abbastanza garanzie per un contratto di affitto proprio perchè è stato appena assunto. Questo prevederebbe, secondo la proposta, l’introduzione di canoni di locazione calmierati di massimo 500 euro al mese per un periodo limitato di tempo, utile per maturare le garanzie necessarie per un contratto standard. Con la difficile situazione degli affitti in Italia che stiamo vivendo, soluzioni di questo tipo sarebbero un’ancora di salvezza per moltissime persone. Diventeranno realtà o resteranno solo utopie?

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