Fimaa rivoluziona l’edilizia: 3 idee per cambiare tutto

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

Durante l’audizione alla Camera per l’aggiornamento delle norme edilizie, la Fimaa Italia Confcommercio ha presentato tre proposte per risolvere le problematiche principali che riguardano la normativa attuale: ecco in cosa consistono, e come potrebbe cambiare la disciplina legislativa in materia edilizia nel prossimo futuro.

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Edilizia, Documenti
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La VIII Commissione Ambiente della Camera ha vagliato il ddl di delega al governo per l’aggiornamento, il riordino e il coordinamento della disciplina legislativa in materia edilizia, e nel corso dell’audizione la Fimaa Italia Confcommercio ha presentato tre proposte per trovare una soluzione alle principali problematiche che affliggono la normativa attuale. Il tutto si concentra sulla digitalizzazione e sulla semplificazione delle pratiche di compravendita immobiliare, ma si è parlato anche di cambi di destinazione d’uso e di certificazione di agibilità.

Ecco in cosa consistono le proposte di Fimaa, volte a risolvere le criticità attuali e a semplificare gli iter di compravendita. Si tratta di soluzioni che abbracciano campi piuttosto vasti della disciplina, e che mirano ad aumentare la consapevolezza degli acquirenti sia tramite l’agevolazione dell’accesso alla documentazione edilizia urbanistica, sia tramite l’allineamento tra catasto ed enti locali, per puntare alla regolarità edilizia urbanistica non solamente per i fini fiscali.

Aggiornamento delle norme edilizie

Edilizia
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Le proposte di Fimaa Italia Confcommercio riguardano, come anticipato, diversi argomenti, tra cui spiccano:

  • il cambio di destinazione d’uso;
  • la digitalizzazione e la semplificazione dell’accesso agli atti;
  • l’agibilità degli edifici.

 

Per il cambio di destinazione d’uso, il focus principale va alla conversione di edifici inutilizzati e inutilizzabili verso soluzioni più sostenibili e innovative. In buona sostanza, la proposta di Fimaa non riguarda unicamente la riqualificazione degli spazi, ma la creazione di nuove unità abitative, anche per l’edilizia popolare, partendo da edifici già esistenti che attualmente non hanno alcuno scopo. Come sottolinea Michele Pizzullo, consulente legale di Fimaa:

“Con il Decreto Salva Casa sono già stati fatti dei passi in avanti, ma servono delle integrazioni. Ad esempio, è necessario favorire la conversione di uffici in abitazioni, ovviamente nel rispetto delle prescrizioni normative e dei requisiti di agibilità”.

Obiettivo semplificazione

Edilizia, Costruzioni
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Per quanto riguarda invece la digitalizzazione dell’accesso agli atti, la modifica è necessaria per facilitare le verifiche edilizio-urbanistiche, che attualmente richiedono tempi lunghissimi e iter burocratici cavillosi e complessi. Infine, il tema della coerenza nella disciplina sull’agibilità degli edifici rimane centrale, soprattutto per favorire la trasparenza nei rapporti tra venditore e acquirente. Pizzullo spiega infatti che:

Occorre affermare con chiarezza che l’obbligo di dotare l’immobile di una certificazione di agibilità ricorre solo per gli immobili edificati successivamente al 30 giugno 2003, o per quelli precedenti che hanno subito interventi edilizi che hanno coinvolto l’agibilità.

Inoltre, Fimaa propone di sostituire la dichiarazione dell’intestatario sulla conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, con un’attestazione rilasciata da un tecnico abilitato. Questo serve per non far cadere l’acquirente nell’errore comune di credere che, con la conformità catastale, si ha automaticamente anche la conformità urbanistica ed edilizia dell’immobile. Queste rettifiche sono necessarie in quanto, stando alla normativa attuale, non mancano controversie tra acquirenti e venditori proprio in riferimento a queste tematiche. Anche se il Salva Casa ha fatto parecchio in questo senso, in particolare per il cambio di destinazione d’uso, molto rimane ancora da fare ed è una priorità farlo ora, nell’ambito del riordino, dell’aggiornamento e del coordinamento della disciplina normativa edilizia italiana.

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