Ecobonus e Vademecum ENEA: arrivano le nuove regole per i lavori in casa

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 5 minuti

L’ENEA aggiorna le sue guide pratiche per accompagnare i cittadini nell’accesso all’Ecobonus, chiarendo la corretta documentazione da conservare per non perdere la detrazione fiscali. Tra schede descrittive, asseverazioni tecniche e limiti di spesa riconfermati, ecco tutto quello che serve sapere per efficientare la casa in piena sicurezza normativa.

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Ecobonus e Vademecum ENEA

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Come ormai abbiamo ben recepito, ristrutturare la propria casa migliorandone le prestazioni energetiche, richiede una conoscenza precisa delle regole fiscali. Per fare chiarezza tra le norme che regolano l’Ecobonus, ecco che l’ENEA ha pubblicato l’aggiornamento dei suoi 13 Vademecum operativi. Non si tratta dell’introduzione di nuove agevolazioni, bensì di un riordino fondamentale che definisce con esattezza quali interventi sono ammessi, i massimali di spesa e i requisiti tecnici obbligatori per accedere alle detrazioni IRPEF. La prima distinzione riguarda le aliquote applicabili. Per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, la detrazione fiscale è confermata al 50%, mentre scende al 36% se i lavori interessano le seconde case o immobili diversi dalla prima casa. È bene ricordare che, salvo ulteriori proroghe legislative, dal prossimo anno è previsto un progressivo decalage delle aliquote. Inoltre, per i contribuenti con redditi medio-alti si applicano i tetti massimi di detrazione complessiva stabiliti dalle più recenti disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).

Requisiti tecnici e gli interventi esclusi

I Vademecum ENEA definiscono il perimetro dei lavori ammessi alla detrazione. Rientrano tra gli interventi agevolabili la coibentazione dell’involucro edilizio (come il cappotto termico), la sostituzione di serramenti e infissi, l’installazione di schermature solari, i sistemi di building automation per il controllo remoto degli impianti e la posa di pompe di calore o sistemi ibridi avanzati. Piena attenzione va prestata ai requisiti tecnici richiesti per i singoli impianti. Per le pompe di calore e gli scaldacqua dedicati, le nuove schede richiedono indici minimi di prestazione (COP) ed efficienze stagionali stringenti. Da tenere a mente che per i lavori avviati nel corso dell’anno è previsto anche il rispetto di classi energetiche minime elevate (almeno classe A). Restano invece definitivamente escluse dall’Ecobonus le tradizionali caldaie a condensazione e i generatori d’aria alimentati a combustibili fossili, non più incentivabili in linea con le direttive europee sulla decarbonizzazione residenziale.

Ecobonus e Vademecum ENEA
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La procedura burocratica e l’invio della pratica ENEA

Per fruire della detrazione in dieci quote annuali di pari importo, la correttezza formale della procedura è rigorosa quanto il rispetto dei criteri tecnici. Entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo dell’impianto, è fatto obbligatorio trasmettere la scheda descrittiva dell’intervento attraverso la piattaforma informatica ufficiale dell’ENEA. A sostegno della pratica, il proprietario dell’immobile deve conservare  tutta una serie di documenti essenziali: la ricevuta informatica di avvenuto invio (recante il codice identificativo CPID), l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato con relativo computo metrico e le fatture di spesa abbinate ai bonifici bancari o postali parlanti. Per i lavori condotti sulle parti comuni dei condomini infine ecco che occorre allegare anche la delibera dell’assemblea e le relative tabelle millesimali di ripartizione. Una gestione attenta della documentazione garantisce così la piena tutela del beneficio fiscale in sede di dichiarazione dei redditi.

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