Donazione immobile: pro, contro e i casi in cui conviene
Esistono alcuni casi in cui è utile ricorrere alla donazione di un immobile, pur con tutte le conseguenze che questo atto comporta. Nonostante i vincoli e i rischi legati alla donazione, infatti, quando c’è in ballo una successione, la donazione potrebbe rivelarsi la soluzione migliore da adottare.

Quando si parla di donazione di un immobile, si ha a che fare sempre con un atto di trasferimento estremamente delicato, e che deve essere ponderato attentamente prima di essere portato a termine. La donazione, infatti, è un atto con cui un proprietario trasferisce la proprietà di un bene o di un patrimonio ad un’altra persona, in forma totalmente gratuita. Si tratta di un procedimento che deve obbligatoriamente seguire diverse fasi, e che vincola enormemente l’immobile e il nuovo proprietario.
Per questo, è bene ponderare bene tutte le opzioni prima di scegliere di procedere con una donazione. In alcuni casi però, questa può essere la scelta migliore. Un caso nello specifico riguarda la successione, che grazie alla donazione si può ottimizzare e che può diventare totalmente gratuita. Ecco come funziona, e quali sono i casi in cui conviene donare un immobile piuttosto che farlo passare in successione standard.
Donazione di un immobile

Tra gli atti di trasferimento di un immobile, quello della donazione è uno dei più complessi e articolati, in quanto oltre al semplice trasferimento della proprietà, comporta anche tutta una serie di vincoli e restrizioni. Tramite questa procedura, infatti, il donante trasferisce gratuitamente un bene o un intero patrimonio ad un donatario, che lo accetta. Affinchè la donazione sia considerata valida, all’atto notarile devono essere presenti 2 testimoni. Con la donazione il donatario può godere sin da subito dell’immobile ricevuto, poichè avviene in vita del donante, al contrario della successione, per cui si deve attendere il decesso del proprietario.
Una volta accettata, la donazione è irrevocabile, salvo ingratitudine del donatario o la sopravvenienza di figli del donante. Un cavillo fondamentale da conoscere riguardo la donazione, infatti, è che questa non può ledere i diritti degli eredi legittimi, i quali possono procedere con azioni giudiziarie entro 10 anni dalla morte del donante per avere la propria parte.
Quando conviene e perché

Come si è visto, i vincoli legati alla donazione sono numerosi, e si protraggono a lungo nel tempo. Per questo, a meno che non ci si trovi in situazioni che richiedano il ricorso specifico a questa soluzione, spesso la donazione non si prende in considerazione per trasferire la proprietà di un immobile. In ambito familiare, però, la donazione è molto più frequente di quanto si possa pensare, e la si adotta soprattutto per passare una proprietà dai genitori ai figli.
In questo caso, la donazione conviene perché:
- anticipa la distribuzione del patrimonio,
- evita le lunghe e costose pratiche ereditarie e di successione,
- evita di dover pagare l’imposta di successione e le altre tasse ad essa connesse,
- consente di diluire nel tempo il trasferimento dei beni, ottimizzando la tassazione
- gestisce in modo preventivo la divisione dei beni ed evita conflitti tra eredi.
Quello che si deve tenere sempre a mente è il rischio di impugnazione della donazione, e il fatto che vendere una casa oggetto di donazione può rivelarsi essere più complicato di quanto si possa immaginare, a causa dei vincoli che il notaio può porre e che l’acquirente deve essere disposto ad accettare.