Decreto Salva Casa, via libera dal Cdm: tutte le novità

Autore:
Verdiana Sasso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Decreto Salva Casa, via libera del Consiglio dei Ministri, dalle tende da esterno alle misure per le pompe di calore e lievi difformità: ecco cosa prevede il decreto di Matteo Salvini che punta a regolarizzare piccole difformità e irregolarità che interessano quasi l’80% del patrimonio immobiliare.

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Edilizia, Costruzioni
Photo by anncapictures – Pixabay

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto Salva Casa, fortemente voluto dal vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Lo scopo era “liberare” gli immobili ostaggio di una normativa rigida e frammentata che ne ostacola la commerciabilità e talora preclude l’accesso a mutui, sovvenzioni e contributi.

Gli interventi del decreto interessano solo le casistiche di minore gravità, incidendo sulle cosiddette lievi difformità. Nel dettaglio, agiscono:

  • su quelle formali derivanti da incertezze interpretative della disciplina vigente rispetto alla dimostrazione dello stato legittimo dell’immobile
  • sulle difformità edilizie delle unità immobiliari, risultanti da interventi spesso stratificati nel tempo, realizzati dai proprietari dell’epoca in assenza di formale autorizzazione
  • sulle parziali difformità che potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento, ma non sanabili oggi, a causa della disciplina della cd. “doppia conformità”.

Approvato dal Cdm il Decreto Salva Casa

Edilizia, Soldi
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Tra le novità contenute nel decreto troviamo la semplificazione delle procedure vigenti: è introdotto il regime di silenzio-assenso, principio particolarmente rilevante e che va nella direzione della massima semplificazione. In altre parole, se l’Amministrazione non risponde nei tempi previsti l’istanza del cittadino è accettata. Infine si introduce la possibilità di installare tende e strutture di protezione dal sole e da eventi atmosferici, in regime di edilizia libera.

Altro obiettivo della norma è quello di decongestionare gli uffici tecnici comunali che si trovano a dover sbrigare migliaia di pratiche. Nel provvedimento sono previste sanzioni che sono proporzionali all’aumento di valore dell’immobile e potranno essere utilizzate, tra l’altro, nella misura di 1/3, per progetti di recupero e rigenerazione urbana.

Come funzionerà

Per poter accedere alla sanatoria, rispettando la disciplina urbanistica in vigore, sarà questo l‘iter da seguire:

  1. Presentazione di una Scia oppure un permesso di costruire in sanatoria
  2. Pagamento di una sanzione compresa tra 1.000 e 31.000 euro, che sarà proporzionale all’aumento del valore dell’immobile.

Gli importi sono determinati sulla base delle sanzioni già previste in caso di sanatoria con doppia conformità. Rimarrà comunque in capo all’ufficio tecnico del Comune il controllo e la richiesta di effettuare lavori per regolarizzare in base alla normativa vigente.

Decreto Salva Casa approvato dal Cdm: immagini e foto