Condono edilizio Lazio 2024: pratiche sbloccate dopo 20 anni
Da pochissimi giorni è stato approvato il condono edilizio Lazio 2024, che però non è un nuovo condono, bensì una modifica al cosiddetto “terzo condono” del Governo Berlusconi, che risale al 2003. Grazie a questa approvazione, si sbloccheranno pratiche che sono rimaste in sospeso per ben 20 anni, ecco cosa cambierà e quali situazioni si potranno finalmente regolarizzare.

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato pochi giorni fa la proposta di legge della consigliera di Fratelli d’Italia Laura Corrotti, che intende modificare le norme regionali sul condono edilizio del 2003. Questo condono è opera del Governo Berlusconi, e alcuni cavilli hanno impedito per 20 anni di regolarizzare un numero enorme di situazioni urbanistiche sul territorio della Regione Lazio.
Ecco quindi che, con immensa gioia dei cittadini, tutte queste situazioni potranno finalmente trovare un epilogo, e a distanza di 20 anni essere definitivamente regolarizzate. Cosa modifica però, nello specifico, questa proposta di legge? Vediamo insieme tutti i dettagli.
Condono edilizio Lazio 2024

Quello che nel condono Berlusconi ha rappresentato per decine di migliaia di immobili una motivazione ostativa alla sanabilità è un vincolo in particolare. Nello specifico, si tratta del vincolo
a tutela dei monumenti naturali, dei siti di importanza comunitaria e delle zone a protezione speciale non ricadenti all’interno dei piani urbanistici attuativi vigenti, nonché a tutela dei parchi e delle aree naturali protette nazionali, regionali e provinciali.
Il problema è che questo vincolo è successivo sia all’edificazione che alla presentazione delle richieste di condono. A causa di ciò, un numero indicibile di pratiche sono rimaste pendenti per 20 anni. L’approvazione, invece, garantirà a circa 46.000 famiglie del Lazio, come afferma la stessa Corrotti, di avere finalmente un feedback sulla sanabilità dei loro immobili.
Inoltre, la chiusura di tutte queste pratiche porterà una somma ingente di denaro in entrata nelle casse laziali, cifra che si aggira in base alle stime (ancora della consigliera di Fratelli d’Italia), a 27 milioni di euro. Al di là dei partiti politici e delle loro opinioni, questa svolta farà davvero un grandissimo favore ai cittadini del Lazio, in quanto da questo momento in poi potranno sanare i propri immobili problematici e, se lo desiderano, venderli puliti e al miglior offerente.
I condoni edilizi in Italia

Proprio come nei precedenti condoni edilizi, anche quello del Lazio darà il via a una serie di nuove trattative e compravendite immobiliari che, ci si auspica, potrebbero far risollevare il mercato che da qualche tempo sembra dormiente. Attenzione però, perché la proposta di legge approvata nel Lazio non costituisce di per sé condono, in quanto va solo a modificare il condono del 2003. Questo vuol dire che, nonostante questa recente approvazione sarà in grado di togliere dallo stallo situazioni che vi erano incastrate da 20 anni, i condoni in Italia restano ancora 3, ossia:
- il condono del 1985, ad opera del Governo Craxi
- il condono del 1994, ad opera del Governo Berlusconi
- il condono del 2003, ad opera del Governo Berlusconi
E il nuovo Decreto Salva Casa dove si posiziona? Anche questo, come la proposta di legge laziale, non è un condono vero e proprio, in quanto aggiorna le precedenti normative in materia urbanistica ma non promuove nuove richieste di condono. Infatti, gli abusi sanabili con il Salva Casa sono solo alcuni, e in linea di massima si parla di semplificazioni che riguardano altezze e superfici.
La materia urbanistica è decisamente complessa, e rimane da vedere se queste ultime modifiche andranno a migliorare la situazione immobiliare italiana oppure rappresenteranno un ostacolo. Questo, soltanto il tempo potrà dirlo.